"Stefano Cucchi picchiato dai Carabinieri", una lettera di un ex detenuto

Pubblicato il 4 Ottobre 2011 15:20 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2011 15:20

ROMA – E' entrata a far parte del fascicolo processuale sulla morte di Stefano Cucchi la lettera che Alaya Tarek, l'extracomunitario che raccolse le confidenze del giovane nel centro clinico del carcere di 'Regina Coeli', fece ricopiare a un altro detenuto italiano. I contenuti sono stati confermati in aula da Pasquale Capponi, che fu materialmente colui che trascrisse la lettera, poi ricevuta dal senatore dell'Italia dei valori Stefano Pedica e consegnata alla procura.

''Io Cucchi non l'ho visto ne' conosciuto – ha detto Capponi – Fu Tarek a chiedermi di ricopiargli una lettera. Era scritta in un italiano strano''. Tra le righe, Tarek scrive che durante un colloquio Cucchi gli disse ''mi hanno ammazzato di botte i carabinieri, tutta la notte ho preso botte per un pezzo di fumo''.

Assenti oggi in aula anche due ex detenuti albanesi, che il giorno della convalida dell'arresto di Cucchi si trovarono insieme con lui nelle celle del tribunale romano. Anche loro avrebbero sostenuto di aver saputo da Cucchi che era stato picchiato dai carabinieri. Non si sono presentati in aula perche' non sono stati trovati. Il pm si e' dichiarato disposto a rinunciare alla testimonianza, ma e' giunta l'opposizione della difesa che invece ritiene la loro audizione assolutamente necessaria; saranno quindi effettuate nuove ricerche.

Il processo riprendera' la prossima settimana; saranno convocati 14 testimoni.