Stefano Cucchi, presidente Corte d’Appello: “No alla gogna mediatica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 novembre 2014 17:15 | Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2014 17:15
Stefano Cucchi, presidente Corte d'Appello: "No alla gogna mediatica"

La famiglia Cucchi (Foto Lapresse)

ROMA – “No alla gogna mediatica”: all’indomani della sentenza di assoluzione per tutti gli imputati al processo d’Appello per la morte del trentenne romano Stefano Cucchi interviene il presidente della Corte d’Appello di Roma, Luciano Panzani.

“Il giudice penale deve accertare se vi sono prove sufficienti di responsabilità individuali e in caso contrario deve assolvere. E’ quello che i miei giudici hanno fatto anche questa volta”.

Con queste parole Panzani ha replicato alle critiche rivolte da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. 

“Se non vogliamo rischiare di perdere molto di più di quanto si sia perso in questa triste vicenda, prosegue il presidente Panzani, nessuna gogna mediatica e nessun invito a ‘far pagare i magistrati per i loro errori'”.

Ma la sentenza continua a suscitare l’indignazione della famiglia Cucchi.

“Mi devono uccidere per fermarmi. Non ce l’ho con i giudici di appello, ma adesso da cittadina comune mi aspetto il passo successivo e cioè ulteriori indagini, cosa che chiederò al procuratore capo Pignatone”.

ha detto Ilaria Cucchi, spiegano che adesso si prepara il ricorso in Cassazione e davanti alla Corte europea.

“Non è finita qui. Se lo Stato non sarà in gradi di giudicare se stesso, faremo l’ennesima figuraccia davanti alla Corte europea. Sono molto motivata”.

Secondo Ilaria Cucchi

“l’assoluzione per insufficienza di prove non è il fallimento mio o del mio avvocato, ma il fallimento della Procura di Roma. Chiederò al procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone che assicuri alla giustizia i colpevoli della morte di mio fratello, perché due sentenze hanno riconosciuto il pestaggio e lo Stato italiano non può permettersi di giocare allo schiaffo del soldato, come ha detto in aula ieri il mio avvocato. Mio fratello è morto e non si può girare e indovinare chi è stato, devono dircelo loro”.

Intanto, l’avvocato della famiglia Cucchi, Fabio Ansemlo, annuncia che

“Aspetteremo le motivazioni della sentenza per preparare il nostro ricorso per Cassazione ma intraprenderemo anche un’azione legale nei confronti del ministero della Giustizia affinché si possa riconoscerne la responsabilità rispetto alla morte di Stefano”.