Stefano Cucchi, Procura Roma: “Pronti a riaprire indagini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2014 18:45 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2014 20:42
Stefano Cucchi, Procura Roma: "Pronti a riaprire indagini"

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano (Ansa)

ROMA – “Non è accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia, non per cause naturali, mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello Stato”. Lo afferma il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, a tre giorni dalla sentenza della Corte di appello che ha assolto tutti gli imputati (sei medici, tre infermieri e tre agenti della Polizia penitenziaria) sul caso Cucchi.

“La responsabilità penale però – aggiunge Pignatone – è, come vuole la Costituzione, personale, e non collettiva, e deve essere riconosciuta dalle sentenze dei giudici, che tutte meritano assoluto rispetto anche quando, come nel caso di specie, tra loro contrastanti e, a parere dell’ ufficio di procura, in tutto o in parte non condivisibili”.

Secondo Pignatone, “nel caso in questione, poi, la sentenza di appello non è ancora definitiva e non se ne conoscono le motivazioni; essa, peraltro, giunge dopo un lungo e complesso iter processuale nel corso del quale tutte le parti, pubbliche e private, hanno potuto richiedere ai giudici gli accertamenti e gli approfondimenti ritenuti opportuni o necessari”.

Parole cui ha replicato Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. “Prendiamo atto di questa importante decisione del procuratore capo della Repubblica di Roma – ha detto – Rimaniamo in attesa di giustizia e verità come abbiamo sempre fatto in questi cinque anni. Possiamo dire che vanno azzerate tutte le perizie e le consulenze che hanno fatto solo fumo e nebbia sui fatti”.

Infine è giunto un tweet del sindaco di Roma, Ignazio Marino: “Orgoglioso che Roma abbia un procuratore capo come Giuseppe Pignatone, disponibile a riaprire le indagini”.