Stefano Guarniero, salvo lo speleologo intrappolato sotto al Monte Canin

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 agosto 2018 13:10 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2018 13:10
Stefano Guarniero è salvo lo speleologo intrappolato nel Monte Canin

Stefano Guarniero, salvo lo speleologo intrappolato nel Monte Canin (foto Ansa)

UDINE – Stefano Guarniero è salvo. I soccorritori hanno ultimato la risalita con la barella e hanno portato lo speleologo triestino all’esterno della grotta, dove era rimasto intrappolato a 200 metri di profondità da sabato pomeriggio [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Il salvataggio dell’uomo, infortunatosi a causa di una caduta di venti metri nella grotta in esplorazione denominata “Frozen” è definitivamente riuscito. La barella con il ferito è uscita alle 12.35 dall’ingresso collocato cento metri più in basso denominato “Turbine”, prontamente liberato dal ghiaccio dai soccorritori sabato pomeriggio. Verrà portato all’ospedale di Tolmezzo dall’elicottero sanitario. A eseguire il soccorso e la risalita dal punto in cui si trovava, a duecento metri di profondità, dodici tecnici inclusi medico e infermiere.

Questi ultimi sono rimasti sempre con lui a fargli assistenza fin da sabato 4 agosto. Le operazioni sono state seguite passo a passo dall’esterno della grotta tramite collegamento telefonico con l’interno attraverso lo speciale cavo di trasmissione. E tra l’esterno della grotta e il campo base presso la caserma della Guardia di Finanza di Sella Nevea tramite collegamento radio, dato che la copertura per la rete mobile è assente in quota. Sul posto sono rimasti ad attenderlo in queste ore anche i familiari.

Guarniero, 33 anni, che dal pomeriggio di sabato è rimasto intrappolato a 200 metri di profondità sul Monte Canin, in Friuli. Domenica la squadra dei soccorritori ha dovuto arrendersi al fatto che la barella non entra nella cavità e così è risalita, mentre sono riscesi i disostruttori per allargare ulteriormente i passaggi con le cariche esplosive

L’uomo, che è anche infermiere, è rimasto bloccato dopo una caduta di venti metri mentre era in esplorazione in una grotta che si trova a quota 2.200 metri. E’ rimasto ferito all’addome e ad un braccio. Durante tutte queste ore lo speleologo è stato assistito dal personale medico specializzato giunto sul posto subito dopo l’allerta scattata.

Al momento dell’incidente Stefano Guarniero si trovava insieme a ad alcuni amici. Subito dopo la caduta, uno di loro è rimasto sul luogo dell’infortunio insieme a lui, mentre gli altri si sono spostati per dare l’allerta. Poco dopo l’allarme, sul posto sono arrivati gli uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) del Friuli Venezia Giulia, insieme ai colleghi di altre regioni vicine, così come l’elicottero e i tecnici della Protezione civile.

Fondamentale per velocizzare le operazioni, è stata la scelta dei tecnici del Soccorso alpino di utilizzare un secondo varco naturale di ingresso della groppa rispetto a quello utilizzato dal ferito e dai suoi compagni, varco che si trova a 100 metri di dislivello dal luogo dell’incidente, aprendo la via e togliendo il ghiaccio che la bloccava. Una decisione che ha portato così anche a ridurre i rischi per gli stessi tecnici del soccorso che hanno potuto evitare alcuni passaggi stretti necessari per il recupero del ferito: in particolare, si sono evitati circa trenta metri di strettoia e il dover percorrere un pozzo di ghiaccio lungo circa 130 metri.