Stefano Perotti, cognato Giorgio Mor lo chiamava dal telefono del prete suicida

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2015 9:26 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2015 9:26
Stefano Perotti, cognato Giorgio Mor lo chiamava dal telefono del prete suicida

Maurizio Lupi (Foto LaPresse)

FIRENZE – Le cene a casa di Stefano Perotti col ministro Maurizio Lupi. Le telefonate tra Perotti e il cognato Giorgio Mor su un numero intestato a un parroco morto suicida mesi prima. La moglie Christine Mor che al figlio Philippe spiega che non deve confrontarsi con il successo del padre, che è stato bravo ma soprattutto ha avuto “coincidenze fortunate di entrare nel mondo della politica“, un “certo giro di politica” che gli ha permesso di entrare nel mondo dei lavori pubblici.

Le intercettazioni del gip di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti negli appalti pubblici delle Grandi opere, dall’Expo alla Tav, ricostruiscono i rapporti dell’imprenditore Perotti con gli altri arrestati, dal ministro Maurizio Lupi al dirigente del ministero Ercole Incalza.

In una intercettazione ambientale del 28 novembre 2013, scrive l’Ansa riportando le dichiarazioni del gip, si sente Christine spiegare al figlio le ragioni per cui Perotti “guadagna bene e tanto”:

“…si è sposato a 23, a 24 ha dato la tesi, a 25 aveva appena iniziato a lavorare…come te… uguale.. e non aveva fatto un cazzo nella vita…aveva avuto tanto da suo padre … perché aveva avuto già una casa … il permesso di sposarsi senza guadagnare però nient’altro… per cui tu non devi pensare…’io oggi non sono come papà’… perché che tu ti devi paragonare con i soldi che fa papà è questo che sbagli Philo… perché papà oltretutto se guadagna bene e tanto è anche perché ci sono state delle coincidenze… papà è bravo… però papà ha avuto delle coincidenze fortunate di entrare nel mondo della politica grazie a suo padre..okay?..grazie a un certo giro di politica..lavori pubblici eccetera che non è detto che in futuro sarà sempre uguale a come è stato fino adesso..”.

Una bravura mista a fortunate coincidente, dice la moglie, che secondo gli inquirenti è da individuare nella figura di Ercole Incalza, che gli avrebbe affidato appalti pubblici “per almeno 25 miliardi di euro”, come riferisce un collaboratore di Perotti in una conversazione ambientale intercettata il 28 luglio 2014, scrive l’Ansa.

Gli inquirenti poi sottolineano l’aspetto delle chiamate tra Perotti e il cognato Giorgio Mor, che si fa chiamare da lui da un telefono pubblico e su un’utenza “intestata al sacerdote Giacomo Vigo”, scrive l’Ansa riportando le parole del gip trascritte nell’ordinanza. Il gip spiega che la telefonata fra Perotti e Mor è del 20 febbraio 2014 e che il sacerdote scompare il 4 agosto 2014. Il suo cadavere sarà trovato il 5 agosto 2014. Dalle indagini emerse che il sacerdote, che guidava una parrocchia genovese, si era suicidato per una forte depressione. L’utenza del prete, scrive il gip,

“risulta essere stata ricaricata a Genova, per 20 euro, il 29 dicembre 2014, e il 5 gennaio 2015 per 25 euro. Non si comprende il motivo per cui Perotti debba adottare cautele di questo genere. Addirittura il congiunto gli chiede di telefonargli da un telefono pubblico e su un numero intestato a un sacerdote deceduto. Questo episodio dimostra la pericolosità delle relazioni intrattenute da Perotti e la scaltrezza e l’attitudine dei suoi interlocutori e congiunti nell’uso del mezzo telefonico”.

Infine ci sono le cene col ministro Lupi, come racconta Christine, tra cui quella che avvenne il 14 settembre del 2013, e di cui la moglie di Perotti parlò con la sorella, scrive l’Ansa:

“finalmente sono andati via – dice la donna – anche se è stato bello…però molto impegnativo…perché sai erano in otto…con due guardie del corpo”.

Che sarebbero rimaste in cucina: “erano commosse – afferma ancora la donna – perché gli abbiamo dato sempre da mangiare e loro dice che non sono abituati ad essere trattati così bene…andando via mi hanno regalato un’orchidea…pensa che carini”.

I rapporti tra Perotti e Lupi sono “assidui e frequenti”, scrive il gip, riportando una cena del 13 novembre 2014, come scrive l’Ansa:

“il 13 novembre del 2014, ad esempio, Perotti avvisa la moglie di aver ricevuto una chiamata da Lupi che, insieme ad altre persone, sarà loro ospite a Firenze. Il 29 novembre Lupi e il figlio Luca sono invece attesi per partecipare alle maratona in programma il giorno dopo.

“Luca arriva verso le 7 – dice Perotti al telefono con Cavallo – e il giovanotto invece c’ha qualche fiducia da votare per cui arriverà verso mezzanotte”. Infine, il 5 dicembre dell’anno scorso, Perotti invia un sms al ministro in cui chiede notizie del suo arrivo a Firenze, visto che sarà suo ospite: “fammi sapere quando pensi di arrivare così preparo gli spaghetti (col sale)”.