Stefano Ricucci condannato a 3 anni per false fatture da 1 milione

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 dicembre 2016 22:25 | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2016 22:25
Stefano Ricucci condannato a 3 anni per false fatture da 1 milione

Stefano Ricucci condannato a 3 anni per false fatture da 1 milione (Foto Ansa)

ROMA – Ancora una condanna per l’immobiliarista romano Stefano Ricucci, balzato agli onori delle cronache più per le inchieste giudiziarie in cui è rimasto coinvolto a seguito di alcune operazioni finanziarie che per le sue numerose love story con star televisive come Anna Falchi. Il giudice per l’udienza preliminare di Roma lo ha condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per aver emesso ed utilizzato fatture per operazioni inesistenti al fine di recuperare un credito di imposta.

Condannato, a due anni e sei mesi, anche un altro imprenditore, Mirko Coppola, coinvolto nello stesso giro di fatture fasulle. Entrambi furono arrestati il 20 luglio scorso. Al centro del processo, tenutosi con il rito abbreviato e dopo lo stralcio delle posizioni di Ricucci e di Coppola da quelle di altri indagati, fatture per oltre un milione di euro. Il tutto, secondo la procura, anche grazie all’aiuto del magistrato del Consiglio di Stato, nonché componente della Commissione Tributaria Regionale, Nicola Russo, che in qualità di giudice-relatore di commissione emise, scrive l’Ansa, una sentenza favorevole alla società Magiste Real Estate Property, riconducibile a Ricucci, per il recupero di un credito di imposta di 20 milioni di euro in un contenzioso con il fisco.

Un parere, secondo l’accusa, ottenuto grazie al rapporto di conoscenza che l’immobiliarista avrebbe avuto con il magistrato. Nei confronti di quest’ultimo la Procura sollecitò una misura interdittiva per rivelazione del segreto d’ufficio, ma il gip ritenne che non sussistessero elementi tali da dimostrare che ci fosse un accordo corruttivo. In tutto sono dieci le persone indagate nell’inchiesta di piazzale Clodio. Tra loro anche Massimo Nicoletti, figlio di Enrico, ritenuto dagli inquirenti figura storica della Banda della Magliana.