Stipendi Cisl, Fausto Scandola denuncia quelli da 300 mila euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 agosto 2015 12:10 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2015 12:10
Stipendi Cisl, Fausto Scandola denuncia quelli da 300 mila euro

Stipendi Cisl, Fausto Scandola denuncia quelli da 300 mila euro

ROMA – Ha fatto nomi, cognomi e cifre. Ha denunciato quelli che a suo dire erano maxi stipendi di dirigenti ed esponenti del suo stesso sindacato, la Cisl. Lo ha fatto con una mail spedita a colleghi e non e che probabilmente gli costerà l’espulsione dal sindacato.
Protagonista della vicenda è un sindacalista veneto, Fausto Scandola, rimasto scandalizzato da retribuzioni che stridono con una realtà di crisi del mondo del lavoro e del sindacato. Stipendi che arrivano, in alcuni casi, a 300mila euro l’anno.

Le cifre di Scandola le riporta per Repubblica Matteo Pucciarelli:

Antonino Sorgi, presidente nazionale dell’Inas Cisl, nel 2014 si è portato a casa 256mila euro lordi: 77.969,71 euro di pensione, 100.123,00 euro di compenso Inas e 77.957,00 euro come compenso Inas immobiliare. Valeriano Canepari, ex presidente Caf Cisl Nazionale, nel 2013 ha messo insieme 97.170,00 euro di pensione, più 192.071,00 euro a capo della Usr Cisl Emilia Romagna: totale annuo, 289.241,00 euro. Ermenegildo Bonfanti, segretario generale nazionale Fnp Cisl, 225mila euro in un anno, di cui 143mila di pensione. Pierangelo Raineri, gran capo della Fisascat Cisl, 237 mila euro grazie anche ai gettoni di presenza in Enasarco, più moglie e figlio assunti in enti collegati alla stessa Cisl.

Non è immune dalla denuncia neppure Annamaria Furlan, che ha sostituito Raffaele Bonanni alla guida del sindacato. Proprio quel Bonanni che fu accusato di essersi gonfiato gli ultimi stipendi e quindi la pensione.

Ancora Repubblica:

Il 9 luglio scorso – è sempre la denuncia di Scandola, che racconta – il comitato esecutivo nazionale confederale della Cisl approva all’unanimità un nuovo regolamento presentato dalla segretaria generale. Dove si parla di trasparenza, fissando finalmente delle regole precise sugli stipendi. Confrontando tutti i livelli della Cisl cosa ne esce fuori? Che l’aumento tabellare tra il 2008 (anno di inizio di una crisi non ancora conclusa) e il 2015 è pari al 12,93 per cento. A conti fatti, va detto, sarebbe l’inflazione. Se Furlan nel 2008 portava a casa un totale lordo di 99mila euro, ora potrebbe arrivare a 114mila. Sarà questo lo stipendio massimo consentito. Al mese fanno 3.326 euro netti più un altro 30 per cento di indennità.

Scandola che ha già ricevuto una raccomandata e che è in odore di espulsione si chiede:

“I nostri rappresentanti e dirigenti ai massimi livelli nazionali della Cisl – scrive Scandola – si possono ancora considerare rappresentanti sindacali dei soci finanziatori, lavoratori dipendenti e pensionati? I loro comportamenti, lo svolgere dei loro ruoli, come gestiscono il potere, si possono ancora considerare da esempio e guida della nostra associazione che punta a curare gli interessi dei lavoratori? “.