Strade trappola/ Monte Galletto, la galleria chiude per 15 giorni. A Nord Ovest la replica del Passante di Mestre?

Pubblicato il 5 agosto 2009 14:06 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2009 14:06

monte-gallettoI più anziani la ricordano bene per le code sfiancanti, l’ambiente angusto e l’asfalto perennemente umido, come un malato in fase terminale . Il tunnel del Monte Galletto che devi percorrere se dall’Italia tirrenica vuoi andare verso Milano o la Svizzera, ora è arrivato alla paralisi, resterà chiuso per due settimane.

È una di quelle opere pubbliche all’italiana, lente per antonomasia, per le quali i lavori di costruzione e ristrutturazione durano anni oppure, come nel caso della galleria che collega la costa ligure alla Lombardia, soggetta a visite e aggiustamenti sistematici. In 49 anni è stata chiusa innumerevoli volte, bloccata in alcuni tratti per cedimenti strutturali. È stata ricavata nella roccia di un monte notoriamente franoso, ha le pareti argillose e intrise d’acqua.

Per l’appuntamento dei prossimi giorni si prevedono scene deliranti, le 15 mila vetture che attraversano il traforo ogni giorno si riverseranno sulle arterie del nord-ovest. Genova sarà invasa dalle automobili, ma le sue strade non sono in grado di sostenere un traffico che rischia di intasarsi nel giro di poche ore. Per rivedere, aggiustare e riparare i danni al manto stradale, alle pareti e all’intera struttura di una galleria lunga 614 metri bisogna dirottare le 1800 macchine e i 200 camion che ogni ora la percorrono verso arterie troppo più piccole, rispetto alla mole stimata.

La polizia stradale ha messo a disposizione cinquanta uomini, ma la speranza degli irriducibili quattro milioni di abitanti e vacanzieri della riviera ligure si è plasmata sulla logica del male minore: auspicano solo che le code siano contenute nei tempi e ridotte nello spazio, si illudono che non uscendo con la macchina negli orari di punta si possano evitare soste interminabili sulle strade statali e provinciali della zona. Per chi vuole raggiungere la Svizzera o semplicemente la Lombardia non c’è alternativa, il verme oscuro della A7 spezza ogni rotta autostradale pianificata, perché -ricorda il direttore dei lavori del primo tronco sulla Monte Galletto, Riccardo Rigacci: «Si è arrivati a un punto di non ritorno, la roccia si sfalda e restringe il tunnel; bisogna intervenire in modo massiccio sul manto stradale». Come nel 2000, poi nel 2002, ancora nel 2003 e 2007 e infine -si spera- nel 2009.