Strage Corinaldo, arrestati 7 giovani: si tratta della presunta banda dello spray al peperoncino

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Agosto 2019 8:46 | Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2019 16:05
Strage Corinaldo, arrestati 7 giovani: si tratta della presunta banda dello spray al peperoncino

Un carabiniere dinanzi all’ingresso della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Foto Ansa)

ANCONA – Svolta nelle indagini sulla strage alla discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo. Sette persone sono state tratte in arresto dai carabinieri di Ancona: si tratta della presunta banda dello spray al peperoncino che la notte tra il 7 e l’8 dicembre, al concerto di Sfera Ebbasta, scatenò la calca nella quale finirono schiacciati cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni e una mamma di 39 anni.

In carcere sono finiti sei ragazzi tra i 19 e i 22 anni, tutti residenti nella provincia di Modena, che erano alla Lanterna azzurra quella maledetta sera. Sono accusati di omicidio preterintenzionale e lesioni personali ad altre 197 persone. Arrestato anche un presunto ricettatore solo per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto. Il ricettatore, è stato precisato, veniva contattato anche prima dei furti.

Gli arrestati farebbero parte di una banda dedita alle rapine nelle discoteche del Centro e Nord Italia, dove erano soliti spruzzare spray al peperoncino per approfittare della situazione di disordine e caos. I militari del Comando provinciale hanno eseguito nei loro confronti un’ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip di Ancona Carlo Cimini.

A tutti i sette arrestati viene contestato anche il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine con spray urticante. La stessa modalità, per l’accusa, sarebbe stata utilizzata alla Lanterna Azzurra gremita di ragazzini in attesa dell’esibizione in dj set del trapper Sfera Ebbasta e dove sei degli arrestati si trovavano. Mentre nella discoteca si scatenava il panico, la banda dei sei ne avrebbe approfittato per rapinare anche una persona che stava soccorrendo un ragazzo caduto nella calca. A questi sei sono contestati l’omicidio preterintenzionale plurimo e le lesioni personali.

Nell’inchiesta erano già indagate a vario titolo 17 persone oltre a un minorenne inizialmente sospettato di aver spruzzato lo spray nella discoteca quella sera: per l’ipotesi di omicidio colposo plurimo sono state chiamate in causa nove persone tra gestori, proprietari e un addetto alla sicurezza; altre otto, tra cui il sindaco di Corinaldo Matteo Principi e componenti della Commissione unificata di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo dei Comuni associati in seno all’Unione Misa-Nevola che rilasciò i permessi per il locale nel 2017, devono rispondere, a vario titolo, delle ipotesi di reato che vanno dal concorso in omicidio colposo, disastro colposo e falsità ideologica per le irregolarità riscontrate nei locali della discoteca. (Fonte: Ansa)