Strage di Erba, la Cassazione: “Sì all’esame delle nuove prove”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2018 19:39 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2018 19:39
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Strage di Erba, la Cassazione: “Sì all’esame delle nuove prove”

ROMA – È una svolta inaspettata della Corte di Cassazione. Dopo 12 anni e tre giudizi la difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano, condannati all’ergastolo per i 4 omicidi della cosiddetta strage di Erba dell’11 dicembre 2006, spiega il sito de Le Iene, potrà proseguire le indagini sulle prove mai analizzate. La clamorosa decisione avviene in concomitanza con l’inchiesta di Marco Occhipinti e Antonino Monteleone per la trasmissione Mediaset dove per la prima volta dai fatti è stato intervistato in esclusiva proprio Olindo Romano.

Secondo i legali, rimane più che uno spiraglio per arrivare a una revisione della sentenza con cui la coppia della strage di Erba è stata condannata all’ergastolo. La Corte di Cassazione infatti ha respinto la richiesta di eseguire un incidente probatorio sui reperti, mai analizzati, rinvenuti sul luogo della strage di Erba. 

Ma, secondo i difensori, sussiste, nelle motivazioni del rifiuto, la possibilità di ricorrere all’incidente probatorio nell’ambito delle indagini difensive, dandone avviso al Pm, affinché quest’ultimo possa nominare un suo consulente. Una possibilità che i legali intendono percorrere: “Cosa che faremo – spiega uno di legali dei coniugi Romano, Fabio Schembri – anche se, prima della decisione della Cassazione, alcuni reperti sono stati distrutti dalla cancelleria della Corte d’assise di Como: ne rimangono altri presso il Ris e l’Università di Pavia”. Si tratta di un accendino, un mazzo di chiavi, formazioni pilifere ed altri reperti.

“La possibilità di svolgere investigazioni per ricercare e individuare elementi di prova, anche al fine di promuovere il giudizio di revisione”, spiegano i giudici nelle motivazioni del provvedimento, “implica all’evidenza che le attività possano avere carattere esplorativo e non debbano essere circoscritte ai soli casi nei quali gli elementi, la cui stessa esistenza non è nota nel momento in cui si agisce, abbiano con sicurezza o ragionevole certezza l’idoneità a fondare un giudizio di revisione”. Nella strage di Erba furono uccise quattro persone, tra cui un bambino di due anni, mentre una quinta, Mario Frigerio, riuscì a sopravvivere e divenne il testimone principale contro Olindo Romano e Rosa Bazzi. 

Dopo 3 gradi giudizio, 26 giudici e a 12 anni dai delitti, la Cassazione apre con una svolta inaspettata alla possibilità di nuove indagini difensive per Rosa Bazzi e Olindo Romano, condannati all’ergastolo per la stage di Erba. “Non siamo stati noi, forse ci hanno scambiati per quello che non eravamo, i fatti non coincidono con tutto quello che è successo, comprese quelle mezze confessioni, non sono stato io a uccidere quelle persone”, ha spiegato Olindo alle telecamere de ”Le iene” durante il servizio dedicato alla ”strage di Erba”.