Strage di Erba: nuova udienza in Assise per un vizio formale, si riapre il processo?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Settembre 2019 10:52 | Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2019 11:04
Strage di Erba, forse si riapre il processo

Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati per la strage di Erba

ROMA – Per un vizio formale, la Cassazione ha accolto la richiesta dei legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi – condannati all’ergastolo per la strage di Erba – di trasmettere alla Corte di Assise di Como la richiesta della difesa di nuovi accertamenti. La Corte d’Assise di Como dovrà fissare un’udienza, a cui tutte le parti potranno partecipare, per decidere se possano essere avviati o meno nuovi accertamenti.

L’11 dicembre 2006 persero la vita Raffaella Castagna, il suo bambino Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Per la strage sono stati condannati all’ergastolo in via definitiva i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. Anche loro residenti nel condominio delle vittime.

Vizio di forma

La prima sezione penale della Cassazione, dopo una camera di consiglio svolta ieri, ha esaminato il ricorso presentato dalla difesa di Olindo e Rosa. Ricorso contro il ‘no’ che i giudici di Como nello scorso aprile avevano opposto alla loro richiesta di procedere con nuove analisi su alcuni reperti. La Cassazione, con un passaggio quindi soltanto interlocutorio, ha qualificato il ricorso come opposizione e, quindi, ha trasmesso di nuovo gli atti alla Corte d’assise di Como.

“Nel nostro ricorso avevano chiesto che si tornasse davanti ai giudici di Como – spiega l’avvocato Fabio Schembri – perché la loro precedente decisione era stata presa senza contraddittorio delle parti. Ora sarà fissata un’udienza che noi potremo chiedere sia anche pubblica”.

Nuovi esami su un vecchio cellulare e sulle intercettazioni

Le istanze della difesa dei coniugi Romano, che si dicono innocenti, riguardano il compimento di nuovi esami su campioni biologici trovati sul luogo della strage e su un vecchio telefono cellulare Motorola. Nonché l’accesso ai server della procura per analizzare le registrazioni delle intercettazioni ambientali compiute subito dopo il delitto. Dopo il deposito delle motivazioni da parte della Cassazione – di norma entro un mese – quindi, i giudici di Como fisseranno la loro udienza. (fonte Agi)