Strage di Erba, respinta la richiesta di Azouz Marzouk: no alla revisione della condanna di Olindo e Rosa

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Settembre 2019 15:20 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2019 15:20
Azouz Marzouk

Azouz Marzouk (Foto Ansa)

MILANO  –  No alla revisione della sentenza di condanna all’ergastolo a carico di Olindo Romano e Rosa Bazzi. La Procura generale di Milano ha respinto la richiesta di Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef, due delle quattro vittime della strage di Erba dell’11 dicembre del 2006.

L’istanza è stata dichiarata inammissibile dall’Avvocato generale Nunzia Gatto, anche perché in primo luogo Marzouk, in qualità di persona offesa, non ha alcun titolo per richiedere la revisione. In diverse interviste nell’ultimo periodo l’uomo ha messo in dubbio la colpevolezza della coppia, che ha confessato, e il suo legale ha contestato proprio la genuinità della confessione e chiesto anche una “audizione urgente” di Rosa Bazzi. L’istanza di attivazione della revisione è stata respinta.

Nella strage morirono anche la madre di Raffaella Castagna, Paola Galli, e una vicina di casa, Valeria Cherubini. Si salvò il marito della Cherubini, Mario Frigerio, che divenne il principale teste e morì anni dopo.

L’Avvocato generale Nunzia Gatto, che ha respinto l’istanza di Azouz, aveva rappresentato, tra l’altro, l’accusa nel processo di secondo grado a Milano che nell’aprile del 2010 confermò l’ergastolo per Olindo e Rosa. Nella requisitoria l’allora sostituto pg spiegò che i coniugi erano “persone crudeli”, e a loro carico c’erano molte prove: le confessioni, la prova scientifica e c’era il sopravvissuto Frigerio.

Nei giorni scorsi, poi, per un vizio formale la Cassazione ha accolto l’istanza dei legali di Olindo e Rosa di trasmettere alla Corte di Assise di Como la richiesta della difesa di nuovi accertamenti: l’accesso ai server delle intercettazioni, l’acquisizione di un cellulare e l’esame di reperti biologici. La decisione di respingere l’istanza, a detta della Suprema Corte, era stata emessa ‘de plano’ dai giudici di Como, senza il contraddittorio tra le parti, che ora dovrà tenersi. (Fonte: Ansa)