Strage di Erba, Azouz Marzouk: “Io espulso per non parlare dei veri assassini. Bonafede mi faccia tornare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2019 11:14 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2019 11:14
Strage di Erba, Azouz Marzouk: "Io espulso per non parlare dei veri assassini. Bonafede mi faccia tornare"

Strage di Erba, Azouz Marzouk: “Io espulso per non parlare dei veri assassini. Bonafede mi faccia tornare” (Foto da Facebook)

TUNISI –  “Mi hanno espulso per farmi tacere sui veri assassini. Mi appello al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, perché mi faccia tornare”: a parlare, ai microfoni di Radio Cusano Campus, è Azouz Marzouk, padre di Youssef Marzouk e vedovo di Raffaella Castagna, uccisi insieme a Paola Galli e Valerio Cherubini nella strage di Erba, avvenuta l’11 dicembre del 2006. 

Dopo quella serie di omicidi, per i quali sono stati condannati all’ergastolo i vicini di casa Rosa Bazzi e Olindo Romano, Marzouk era assurto alla notorietà, con ospitate in tv e nei giri vip del Nord Italia. Ma poi era stato arrestato per droga ed espulso. 

Adesso parla dei nuovi sviluppi che hanno riportato al centro delle cronache la strage di Erba, i cui presunti responsabili, i coniugi Bazzi, lavorano per ottenere la revisione del processo. “Io appena ho capito leggendo le carte del processo che Olindo Romano e Rosa Bazzi sono innocenti, non ho mai smesso neanche un momento di lottare per far riaprire il caso, visto che i veri assassini sono ancora in libertà. Non a caso dalla Tunisia sto lavorando molto. Sono in contatto con gli avvocati di Olindo e Rosa, li ho anche fatti incontrare col supertestimone Cherkoum che gli inquirenti italiani durante le prime indagini non hanno mai voluto sentire. Non è che sono fermo perché sto in Tunisia da quasi 10 anni. Quello loro pensavano dandomi l’espulsione dall’Italia, pensavano che Azouz non avrebbe più potuto fare niente. Pensavano che Azouz Marzouk non ha più né gambe, né mani per poter combattere. Invece io ho dimostrato a tutti quanti che non ho mai smesso e mai smetterò di combattere fino a quando non sarà fatta piena luce sulla strage di Erba. Tutto questo ovviamente nella speranza di poter riavere i miei diritti di poter ritornare in Italia, visto che ho dei bambini italiani, la loro mamma pure è italiana; quindi è un mio diritto riavere i miei documenti in Italia”.

Marzouk ha rivolto un appello al ministro Bonafede: “Ne approfitto quindi per lanciare un appello al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha incaricato alcuni ispettori del ministero di far luce sui tanti lati oscuri della strage di Erba, sulle tante cose strane che sono accadute e continuano ad accadere intorno a questa vicenda. Chiedo pertanto al signor ministro di aiutarmi a riavere i miei documenti per tornare in Italia, visto che Bonafede si è dimostrato essere una persona gentile e umana, soprattutto umana. Perché in casi come questo serve l’umanità, serve il lato umano. Da padre di Youssef e marito di Raffaella Castagna voglio che siano arrestati i veri colpevoli della strage di Erba”.