Strage Erba, ricomincia il processo. Azouz Marzouk: “Non posso dimenticare”

Pubblicato il 17 Marzo 2010 9:20 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2010 9:20

Olindo e Rosa

A Milano è ricominciato il processo per la strage di Erba e Azouz Marzouk, che in quella strage perse moglie, figlio e suocera, si è recato al palazzo di Giustizia: «È passato del tempo, ma sono cose che non si possono dimenticare».

L’11 dicembre del 2006 nella cittadina lombarda furono uccisi a colpi di coltello e spranghe Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la nonna del bambino Paola Galli, e la vicina di casa Valeria Cherubini.

Ora è cominciato il processo d’appello per i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Como. «Non ho nessun dubbio sulla loro colpevolezza – ha detto Azouz – sono qui per avere giustizia».

Azouz è tornato dalla Tunisia per assistere al processo. Era stato espulso dall’Italia dopo aver patteggiato una pena per spaccio di stupefacenti. Nei mesi scorsi, Azouz si è risposato con una ragazza italiana da cui aspetta un figlio.

Al processo è presente anche la figlia dell’unico sopravvissuto, Mario Frigerio. L’uomo fu gravemente ferito alla gola ma riuscì a sopravvivere e divenne il principale teste dell’accusa, riconoscendo Olindo Romano come suo aggressore.

«Per noi è molto dura essere qui – ha detto Elena Frigerio – ma abbiamo voluto esserci». Quando le è stato chiesto che cosa pensasse dei motivi d’appello della difesa dei coniugi Romano, che ipotizzavano anche un delitto maturato all’interno della famiglia Castagna, Elena Frigerio ha risposto: «Siamo indignati».