Strage in villa a Brescia, processo d’appello: ergastolo per Vito e Salvatore Marino

Pubblicato il 7 Giugno 2010 22:35 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2010 23:19

La strage nella villetta, dove un’intera famiglia venne sterminata, da oggi ha dei colpevoli. Secondo la corte d’assise d’appello di Brescia, l’omicidio di Angelo Cottarelli, della moglie Marzenna e del figlio Luca di 16 anni, è stato commesso dai trapanesi Vito e Salvatore Marino, entrambi condannati all’ergastolo. I magistrati oggi hanno escluso la premeditazione e l’aggravante dei futili motivi. Proprio ciò sembra avvalorare la ricostruzione che il sostituto procuratore generale Domenico Chiaro ha fatto della vicenda. Secondo l’inquirente si sarebbe trattato di un tentativo di estorsione nei confronti di Angelo Cottarelli, in cui “qualcosa è andato storto”.

I due cugini trapanesi non sarebbero quindi venuti a Brescia per uccidere, ma un imprevisto li avrebbe indotti a commettere la strage. In primo grado erano stati assolti, come, dopo il processo con rito abbreviato era stato assolto Dino Grusovin, arrestato con loro nella fase iniziale delle indagini. Quest’ultimo aveva poi collaborato con gli inquirenti e le sue dichiarazioni avevano ricoperto un ruolo determinante nell’impianto accusatorio. Per lui la data del procedimento in secondo grado era già stata fissata, ma ci sono stati problemi di notifica, e dovrà esserne individuata un’altra.

Il triplice omicidio avvenne il 28 agosto del 2006, nella villetta di Urago Mella in cui la famiglia viveva. I tre corpi vennero trovati nella tarda mattina. Erano stati legati con fascette, per il delitto erano stati usati coltelli e pistole. Brescia chiudeva con quel delitto un agosto che non verrà dimenticato, caratterizzato da ben sette omicidi. Le indagini sulla strage di Urago portarono nel giro di poche settimane la squadra mobile della Questura di Brescia fino alla provincia di Trapani e vennero arrestati Vito e Salvatore Marino. Poi fu la volta di Grusovin, arrestato nel Nord Italia. Fu lui ad essere processato, con rito abbreviato, ed assolto, per primo. La stessa accusa chiese l’assoluzione. Il processo contro i due cugini fu molto meno breve e altrettanto complesso. Il presidente della Corte d’assise Anna di Martino fece capire chiaramente di non credere a Grusovin. L’accusa chiese la condanna, per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Nel settembre 2008, fu assoluzione per i due imputati che uscirono dal carcere dopo due anni di custodia cautelare, dopo le lacrime versate alla lettura della sentenza. trapanesi.

Il processo d’appello nei loro confronti è iniziato nelle scorse settimane e si è concluso oggi, con la lettura della sentenza, dopo una camera di consiglio durata circa 5 ore. Angelo Cottarelli, fratello di Mario è arrivato in aula pochi istanti dopo la lettura della sentenza e quando ha saputo delle condanne è scoppiato in lacrime, abbracciando la moglie. ” Giustizia è fatta – ha detto – questa sentenza ha confermato le mie convinzioni”. Dei due cugini Marino, ieri, per la prima volta, dall’inizio del processo di secondo grado, nessuno era in aula. La procura generale potrebbe chiedere il loro arresto.