Strage Rapido 904: chiesto rinvio a giudizio per Totò Riina

Pubblicato il 10 Maggio 2013 16:35 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2013 16:42
Strage Rapido 904: chiesto rinvio a giudizio per Totò Riina

Totò Riina (Foto Lapresse)

FIRENZE – La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per il capo di Cosa Nostra Totò Riina per la strage del Rapido 904, che il 23 dicembre 1984 provocò 16 morti.

Secondo l’accusa, Totò Riina fu ”mandante, determinatore e istigatore della strage da lui programmata e decisa con l’impiego di materiale (esplosivo e congegni elettronici) appartenente all’organizzazione ed utilizzato poi, in parte, anche nelle successive stragi degli anni ’90’‘.

I pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli avevano riaperto l’indagine sulla base di nuove dichiarazioni di pentiti di mafia e di camorra, tra cui Giovanni Brusca. Secondo la Procura campana la strage del Rapido 904 rientrava nella strategia stragista perseguita dai Corleonesi e rappresentò la prima ”risposta” ai mandati di cattura relativi al maxi processo emessi nel settembre 1984 da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.    

L’inchiesta è stata poi trasferita a Firenze su decisione della Corte di Cassazione. La procura di Firenze fu la prima a indagare sulla strage, che avvenne in una galleria dell’Appennino, fra il capoluogo toscano e Bologna.

Nel 1992 divennero definitive le condanne per il cassiere della mafia Pippo Calò, per il suo braccio destro Guido Cercola e per Friedrich Schaudinn, accusato di aver messo a punto il radiocomando della bomba. Secondo quanto emerso nell’inchiesta napoletana, l’esplosivo aveva una combinazione simile a quello poi utilizzato all’Addaura e in via D’Amelio.