Strage di Firenze, il governo conferma: “Siamo parte civile, i magistrati non ci hanno avvertito”

Pubblicato il 24 Novembre 2010 15:55 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 15:55

Stragi del 1993 a Firenze, inizia il processo d’appello. Lo Stato? Non è parte civile, anzi sì. Dopo le critiche di ieri, oggi palazzo Chigi spiega: lo Stato è parte civile nel processo, ma la notizia del procedimento è arrivata in ritardo. Dovevano essere i magistrati fiorentini a comunicarne immediatamente la notifica agli “interessati”.

Uscendo dall’aula il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, aveva detto che per sapere della data del processo “bastava che l’avvocatura avesse letto la Gazzetta Ufficiale”.

Dopo diciassette anni, nell’aula bunker di Firenze, davanti alla corte d’assise, si è aperto ieri, 23 novembre, un nuovo processo per le stragi mafiose di Firenze, Milano e Roma. Nel novembre del 1996 iniziò il primo, quello che portò alle condanne, fra gli altri, di Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, i fratelli Graviano, Matteo Messina Denaro, Bernardo Provenzano, Salvatore Riina.

Ieri mattina l’imputato era Francesco Tagliavia, già in carcere per l’omicidio Borsellino: secondo la procura avrebbe messo a disposizione i suoi uomini anche per l’esecuzione delle stragi del 1993. I magistrati fiorentini sono risaliti a Tagliavia grazie alle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza.

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