Cronaca Italia

Stupri di Rimini, l’imam: “Colpa della società occidentale”

Stupri di Rimini, l'imam: "Colpa della società occidentale"

Stupri di Rimini, l’imam: “Colpa della società occidentale”

ROMA – “Sono senza Allah, devastati dalla società occidentale come altri ragazzi italiani”. Così Abderrahim Troumi – imam di Vallefoglia, in provincia di Pesaro – ha commentato gli stupri di Rimini, compiuti dalla gang composta da Guerlin Butungu e da tre minorenni. L’imam, intervistato dal Giorno, dice di conoscere i fratelli marocchini che hanno partecipato agli stupri “da quando erano piccoli. Avevano 5-6 anni e qualche volta venivano da me per frequentare il catechismo e la scuola di lingua islamica. Ma non hanno fatto un percorso da bambini normali: il padre ha avuto continui guai con la giustizia per furti e droga, mentre la mamma, una donna di livello culturale molto basso, non lavora, non esce di casa e non frequenta la moschea”.

Una famiglia disagiata, quella dei minorenni, tanto che pure l’imam dice che i due fratelli “sono venuti su senza una direzione. Quando sono incappati nei primi furtarelli a scuola abbiamo cercato di portarli sulla retta via aiutandoli per quello che potevamo, ma poi sono venuti a contatto con la droga e non siamo riusciti a evitare l’irreparabile”.

L’imam ora, secondo quando fa sapere al Giorno, si preoccupa affinché tutta la comunità musulmana non venga vista come una minaccia: “Dentro le fabbriche si parla solo dei fatti di Rimini e sentiamo ostilità nei nostri confronti. Il problema è che si fa di tutta un’ erba un fascio. Così si creano incomprensioni e una distanza tra le comunità quando invece dovremmo trovare nuovi canali di dialogo per ricucire questo strappo”.

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