Stupri Rimini, condannati a 9 anni e 8 mesi i tre minorenni complici di Butungu

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 febbraio 2018 14:14 | Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2018 14:14
I tre minori del branco di Rimini sono stati condannati a 9 anni e 8 mesi

Stupri Rimini, condannati a 9 anni e 8 mesi i tre minorenni complici di Butungu

BOLOGNA – Sono stati condannati a nove anni e otto mesi, con rito abbreviato, i tre minorenni stranieri, accusati degli stupri di di Rimini, avvenuti la notte del 26 agosto. I tre sono i complici di Guerlin Butungu, il congolese di 20 anni considerato il capo del branco, già condannato a 16 anni lo scorso novembre.

La decisione del gup del Tribunale dei minori di Bologna, Luigi Martello è arrivata dopo meno di un’ora di camera di consiglio. I minori, due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e un nigeriano di 16, sono stati ritenuti responsabili di tutti gli otto capi di imputazione che gli venivano contestati: tra questi, lo stupro a una turista polacca, le botte ad un connazionale, la seconda violenza sessuale ai danni di una prostituta trans peruviana e anche un’aggressione ad un’altra coppia, nei giorni precedenti.

I giovani imputati non avrebbero avuto reazioni particolari alla lettura della sentenza, preparati dai difensori all’entità della pena e alla prospettiva di restare in carcere. Per loro il pm aveva chiesto 12 anni. Nove anni e otto mesi “sono troppi”, invece, secondo l’avvocato Alessandro Gazzea, difensore del nigeriano 16enne.

“Faremo appello, quantomeno sulla questione delle aggravanti sulla violenza e sulla minorata difesa”, ha detto uscendo dal palazzo di giustizia minorile. Secondo il legale, infatti, il giudice “ha considerato una serie di circostanze aggravanti che dovevano essere elise. I fatti sono quelli che conosciamo, ma il giudice li ha voluti ritenere una pluralità di violenze. La medesima violenza è invece stata conteggiata più volte”.

Farà appello anche l’avvocato Marco Defendini, difensore dei due fratelli marocchini, che diversamente dal collega è invece soddisfatto dall’entità della pena. “Leggeremo le motivazioni. Credo – ha detto – che sarà difficile ottenere un risultato migliore”.