Cronaca Italia

Stupri Rimini, il polacco: “La sentivo, diceva: ‘aiutami ché questi mi uccidono'”

Stupri Rimini, il polacco: "La sentivo, diceva: 'aiutami ché questi mi uccidono'"

Stupri Rimini, il polacco: “La sentivo, diceva: ‘aiutami ché questi mi uccidono'” (Foto Ansa)

BOLOGNA – “La sentivo, diceva “aiutami che questi mi uccidono”. Io ho fatto finta di essere svenuto e così loro si sono preoccupati che non fossi morto…”: sono i ricordi di quella terribile notte di sabato 26 agosto in cui una giovane coppia di turisti polacchi e una transessuale peruviana sono stati aggrediti e stuprati da un branco di quattro uomini a Rimini.

“Ci siamo seduti su un asciugamano, steso sulla sabbia, vicino al moscone bianco-blu. Abbiamo fumato qualche sigaretta e bevuto una bibita analcolica, ha raccontato la ragazza polacca agli inquirenti, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera. Dopo circa un’ora si è materializzato davanti a noi un ragazzo. “Where are you from?”, ha chiesto in un inglese non proprio corretto. “Poland”. “Datemi il portafogli e i telefonini”. Capito che aveva brutte intenzioni, ci siamo alzati per allontanarci e lui ha colpito il mio amico al volto facendolo cadere a terra, mentre dall’oscurità sono spuntate davanti a me tre persone che mi hanno immobilizzata e buttata di schiena sulla sabbia. Mi hanno colpita al volto, alla testa, sul corpo”.

A quel punto sono iniziati venti minuti di inferno. “I tre mi hanno tenuta anche per la gola, quasi da strozzarmi, due mi hanno bloccato le gambe, il terzo ha fatto il resto, per poi dare il cambio agli altri due… Sentivo il mio amico che era stato picchiato e mi chiamava: “Dove sei?” mentre io lo imploravo di aiutarmi…. Ero stremata ma cosciente. Mi hanno portato a riva per gettarmi dell’acqua addosso, dopo essermi ripresa sono stata trascinata sulla spiaggia, immobilizzata di schiena sulla sabbia e abusata ancora una volta”. Il suo amico, poco lontano, la sentiva: “Diceva “aiutami che questi mi uccidono”. Io ho fatto finta di essere svenuto e così loro si sono preoccupati che non fossi morto…”.

Per quelle violenze sono stati arrestati quattro giovani: il ventenne congolese Guerlin Butungu, ritenuto il capo branco, due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e un nigeriano di 16 anni. Anche i tre minorenni si trovano in custodia cautelare in carcere.

La più grave è la posizione di Butungu, che è stato riconosciuto anche da una ragazza di Varese che ha denunciato una tentata violenza pochi giorni prima, il 12 agosto. La donna ha riconosciuto dalle foto il suo aggressore, e si dice certa che sia proprio il giovane congolese.

 

 

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