Stupri Roma, Bianchini: “Incastrato da Pd”. E accusa senatore Milana

Pubblicato il 25 Novembre 2009 17:18 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2009 18:14

bianchini3Luca Bianchini denuncia di essere vittima di un complotto del Pd: l’uomo, arrestato con l’accusa di essere lo stupratore seriale di Roma, dice di essere stato incastrato perché era a conoscenza della «macchina politico-affaristica» messa in piedi da alcuni politici del Pd romano.

Questo sistema era stato organizzato, secondo Bianchini, «per accumulare soldi in nero». Bianchini, ex circolo del Pd del quartiere Torrino, ha riferito questi particolari in una lettera inviata all’Ansa: nella missiva parla di «gravi fatti politici» che risalgono alla campagna elettorale amministrativa del 2006.

Nella lettera Bianchini attacca alcuni candidati del Pd romano, che avrebbero intascato i soldi raccolti nelle cene elettorali. Il bilancio finale sarebbe stato quindi falsificato: «Tutto il contante liquido che veniva raccolto alle cene elettorali del maggio 2006, nel corso della campagna elettorale di Patrizia Prestipino alla presidenza del XII municipio, invece di essere consegnato per la dovuta contabilizzazione, finiva direttamente nelle tasche di Riccardo Milana», ora senatore del Pd. Milana ha smentito le dichiarazioni di Bianchini.

La Prestipino è assessore al turismo della Provincia di Roma. Bianchini nella lettera sostiene che «fu praticamente imposto di presentare, a chiusura della campagna elettorale, un bilancio del comitato completamente falso, in quanto non erano stati contabilizzati la maggior parte dei liquidi versati raccolti alle cene».

Bianchini non si ferma qua e rivela che alcuni candidati sono stati finanziati da imprenditori “discussi”, perché nei loro confronti erano in corso battaglie politiche a sostegno di comitati di cittadini.

Nella lettera Bianchini tira in ballo anche Manlio Cerroni, presidente della Colari la società che gestisce la discarica di Malagrotta a Roma: sostiene che Cerroni «appoggiò per interesse la candidatura della Prestipino». Cerroni ha smentito, affermando di «votare altrove».