Stupri Roma/ Sui pantaloni di Bianchini è stato ritrovato il dna di altre due donne. Potrebbe appartenere a vittime di stupri mai denunciati

Pubblicato il 31 Luglio 2009 15:59 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2009 15:59

bianchini3Altri indizi potrebbero arrivare contro Luca Bianchini, accusato di essere lo stupratore seriale di Roma. Le tracce biologiche ritrovate su un paio di suoi pantaloni appartengono infatti a due donne, al momento non identificate. Lo ha stabilito il test del dna eseguito sulle tracce di liquido seminale.

Dunque al momento non si esclude che il Dna possa appartenere a due vittime di stupri mai denunciati. Alla luce di questo risultato i pm Maria Cordova e Antonella Nespola, secondo, quanto si è appreso, hanno deciso di recuperare gli atti relativi ad una trentina di stupri irrisolti.

Gli inquirenti, in particolare, vogliono verificare quali tra questi presentano analogie con i tre episodi contestati a Bianchini, inchiodato anche dalla prova bis dell’accertamento genetico, ed effettuare comparazioni con i tamponi prelevati alle vittime per stabilire se ci sia o meno corrispondenza. In procura non viene trascurata l’ipotesi che le tracce scoperte sui pantaloni di Bianchini possano appartenere a donne che non hanno denunciato lo stupro.

Intanto i difensori del presunto stupratore seriale, Bruno Andreozzi e Giorgio Olmi, hanno chiesto al gip che il loro assistito sia sottoposto a visita medica. Si tratta di un esame propedeutico ad una consulenza di tipo psicologico per stabilire la capacità di intendere e di volere del proprio assistito. I pm hanno dato parere negativo ritenendo che l’indagato sia lucido.