Su Facebook scrive: “Si fanno colloqui solo a ragazzine-modelle”. Licenziata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 14:57 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 14:57
Su Facebook scrive: "Si fanno colloqui solo a ragazzine-modelle". Licenziata

Su Facebook scrive: “Si fanno colloqui solo a ragazzine-modelle”. Licenziata

PADOVA – “Ha un nome la patologia di certi uomini che fanno i responsabili del personale e fanno colloqui solo a ragazzine di 19 anni con il fisico da modella e gli occhioni da cerbiatta?”: questa frase, scritta su Facebook, è costata la sospensione dal lavoro ad una bancaria trevigiana di 33 anni.

La donna, impegnata anche in una commissione per le Pari Opportunità ed iscritta alla Fondazione Belisario, lo scorso 20 agosto aveva postato sul proprio profilo Facebook questo commento. Due giorni dopo aveva rincarato la dose, riferisce Sabrina Tomè sul Mattino di Padova, con questo nuovo post:

“Gli uomini sono fatti così: se sei bella per loro sei bravissima, hai valore e sei piena di meriti. Punto. E poi stiamo qui a parlare di donne e meritocrazia. Ma dai!!! Le donne dovrebbero mandare a f… il mondo maschile e il politically correct e prendersi quello che spetta. Altro che storie. Se le donne oggi fossero al mio posto a vedere e sentire quello che vedo/sento io forse aprirebbero gli occhi…”.

Apriti cielo. Qualcuno ha avuto la coda di paglia. Il contenuto dei due post è arrivato alle orecchie dei vertici della banca. Scrive Tomè:

“Uno dei quadri dell’istituto, il responsabile dell’Ufficio Organizzazione Personale, ha ritenuto che il messaggio riguardasse lui e in particolare il recente colloquio di lavoro avuto con una neodiplomata. La reazione è stata immediata e durissima: il 28 agosto è scattata nei confronti di G. E. la lettera di contestazione disciplinare e la sospensione dal lavoro di cinque giorni. La donna, convocata nell’ufficio del superiore, è stata poi dopo accompagnata all’uscita. Un’umiliazione, come spiega la diretta interessata attraverso il suo legale, l’avvocato Daniele Panico. «Il destinatario del pensiero postato su Fb», sottolinea la bancaria, «era una categoria di persone, non un singolo individuo. Nei commenti che seguono il post non si discute della patologia o dell’abuso di potere di un singolo individuo, ma di un’ipotetica condotta di un astratto modello di lavoratori in generale, non di una persona fisica determinata. Sotto accusa, semmai, vi sono le generali condotte di una categoria di persone, i dirigenti selezionatori, non di una singola specifica persona». Ma tant’è: alla fine la bancaria ha preferito chiudere la vicenda lasciando il suo posto di lavoro dopo aver transato”.