Su Fb foto col kalashnikov: arrestato, ma per estorsione

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 14:18 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 14:18
Su Fb foto col kalashnikov: arrestato, ma per estorsione

Ajmi Bessem col kalashnikov

TRIESTE – Ajmi Bessem, il tunisino di 34 anni già noto alle cronache per una foto postata su Facebook a febbraio scorso che lo ritraeva con un kalashnikov in braccio, è stato arrestato. Non come sospetto terrorista, ma per estorsione. Gli uomini della Digos lo hanno prelevato nella sua casa a Farra d’Isonzo, in provincia di Gorizia, su ordine della Corte d’appello di Trieste emesso il 13 novembre in seguito a una sentenza passata in giudicato.

La parabola del tunisino, già arrestato ad aprile in quanto destinatario di una misura cautelare a scopo di estradizione emessa dalla magistratura di Tunisi, si conclude in carcere. L’uomo è ora rinchiuso nella casa circondariale di Gorizia. E ci rimarrà almeno fino a marzo 2019: deve scontare 3 anni e 4 mesi per un’estorsione del 2011.

Domenico Diaco sul Piccolo ripercorre la storia del nordafricano che ha causato non pochi problemi alla comunità di Farra d’Isonzo:

Nell’aprile scorso gli uomini della Digos di Gorizia avevano eseguito l’arresto del nordafricano perché destinatario di un mandato di cattura internazionale per “Terrorism acts”, reato per il quale il Codice penale tunisino prevede la pena massima di 20 anni di reclusione.

In particolare, la polizia tunisina aveva riferito che Bessem aveva postato sul proprio profilo Facebook, il 22 febbraio 2015, un messaggio audiovisivo registrato in territorio italiano (pare proprio a Gorizia) nel quale, abbigliato con una tuta nera e brandendo un kalashnikov), minacciava e insultava Ksouri Maya, una giornalista molto nota in Tunisia. L’uomo era stato prelevato dall’abitazione di Farra d’Isonzo e rinchiuso in carcere. Il nome di Ajmi Bessem era salito alla ribalta delle cronache per un altro fatto dai contorni, tutto sommato, simili. Il trentaquattrenne extracomunitario aveva infatti postato un breve filmato, sempre su Facebook, in cui inquadrava la sua motocicletta dove, sul sellino, era sistemata quella che sembrava essere una mitraglietta. La location scelta per il video era il piazzale della Casa Rossa di Gorizia, a ridosso del confine con la Slovenia. Nel video, che era stato postato anche su Youtube, si vedevano nitidamente anche la caserma Massarelli e alcune auto della Polizia. In realtà, la mitraglietta era, secondo quanto accertato dalla polizia goriziana, un simulacro, ovvero un’arma finta.

Per quell’episodio era scattata una denuncia a carico del tunisino per procurato allarme. Tutto era partito dalla Direzione antiterrorismo che aveva individuato la presenza del filmato nella normale attività di controllo della comunicazione sui social network.

Scavando ancora nel passato di Bessem si arriva al 4 marzo del 2014 quando il tunisino, in un momento di sconforto e depressione, aveva dato fuoco all’alloggio della moglie, residente a Gradisca, ed era stato arrestato. Il Tribunale del riesame di Trieste aveva accolto il ricorso presentato dal suo difensore e annullato l’ordinanza di custodia cautelare imponendo all’uomo l’allontanamento da Farra e il divieto di contatti con la moglie, da cui viveva separato.