Suicidio Antonio Formicola, commercianti di Ercolano: “Stiamo chiudendo tutti”

Pubblicato il 11 Giugno 2013 10:44 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2013 10:44
Suicidio Antonio Formicola, commercianti di Ercolano: "Stiamo chiudendo tutti"

(Foto Ansa)

ERCOLANO (NAPOLI) – “Guardate quella salumeria: chiusa. Guardate la ferramenta: chiusa. E la merceria: chiusa”: i commercianti di Ercolano (Napoli) sono l’eco del suicidio di Antonio Formicola, il fioraio che il 10 giugno si è dato fuoco e poi si è gettato dalla finestra dell’ufficio del sindaco per protesta contro un permesso di sosta negato.

Concita Sannino, di Repubblica, è andata a vedere come si vive e lavora ad Ercolano. E quello che ha trovato è un paesaggio di “disperazione”, come ha spiegato Giovanni Illo, storico erede di una famiglia di pasticcieri da tre generazioni ed ex presidente del consorzio dei commercianti.

“Guardate quella salumeria: chiusa. Guardate la ferramenta: chiusa. E la merceria: chiusa. È rimasto solo quello con i tatuaggi, io con i miei dolci, e quest’altro locale l’ho dovuto affittare, meno male. Avrei voluto per il bene del paese mettere una caffetteria, che qui a volte passano i turisti e non possono fermarsi, macché. Hanno allargato i marciapiedi, ma messo tanti paletti e non hanno previsto aree di sosta. Così viviamo ingabbiati. Tanta bellezza intorno, e tutto inutile. Siamo come disperati”.

La stessa disperazione di Luisa Bossa, ex sindaco anticamorra di Ercolano, oggi deputata Pd.

Anche lei, da primo cittadino, conosceva bene la disponibilità del fioraio delle istituzioni. L’uomo che correva appena gli si diceva: “Dai, è per il paese”. “Sono commossa e profondamente addolorata per la morte di Antonio Formicola sottolinea la Bossa lo conoscevo bene, era una persona serissima, un uomo disponibile, sensibile, che sapeva fare il suo mestiere come pochi. Ha lavorato decine di volte per il Comune, quando io ero sindaco. Non ha mai fatto mancare la sua disponibilità per rendere Ercolano bella, accogliente. Ha fornito fiori ad iniziative, manifestazioni, eventi. E, non lo nascondo, a volte anche gratis, perché capitava di non avere i soldi per pagare tutto il dovuto. Era una persona straordinaria, e la sua morte, così tragica, deve farci riflettere a fondo”.

Anche la Bossa riflette sul fatto che alcune risposte della burocrazia vadano riviste: “Un uomo paziente, sensibile e disponibile come Formicola, non arriva a tanto per caso. Evidentemente era ad un punto di esasperazione molto forte. È necessario che la sua morte apra il cuore a tanti di noi. Dobbiamo riflettere e agire. A partire dal Parlamento è necessario intervenire rapidamente sui temi della crisi”.