Suora partorisce, mons. Girotti: “Dovrà lasciare vita religiosa e crescere figlio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2014 7:28 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2014 21:32
Suora partorisce, mons. Girotti: "Dovrà lasciare vita religiosa e crescere figlio"

Suora partorisce, mons. Girotti: “Dovrà lasciare vita religiosa e crescere figlio”

RIETI – La sua “punizione” sarà quella di abbandonare la vita da suora per dedicarsi a suo figlio. La suora di 32 anni, originaria di El Salvador, che all’ospedale di Rieti ha dato alla luce un bimbo dovrà lasciare il suo ordine religioso e “farsi carico della prole”, ricevendo comunque il probabile aiuto da parte dell’istituto di provenienza.

Questa la via prevedibile nella circostanza, secondo quanto dice a monsignor Gianfranco Girotti, per oltre dieci anni, fino al giugno 2012, reggente della Penitenzieria Apostolica, il primo Tribunale della Curia romana.

“Verrà dimessa dall’istituto e dovrà farsi carico della prole che è nata. Il fatto della gravidanza e della nascita del bambino la impegna a un nuovo stato di vita. Qualunque superiore si comporterebbe così”,

spiega il vescovo apprendendo della notizia della suora che ha partorito a Rieti.

“Un’ipotesi da scartare – prosegue l’ex reggente della Penitenzieria – è che possa continuare a condurre la vita religiosa e che il bambino venga affidato a un’istituzione. Ma questa, ripeto, è un’ipotesi che non può essere tenuta in considerazione”.

L’aver violato il voto di castità, comunque, non fa sì che la religiosa incorra nella scomunica.

“Non c’è nessuna scomunica – spiega ancora mons. Girotti -. La sanzione è già quella di essere dimessa dall’istituto religioso”. Quindi la via prevista sarà quella di uscire dall’ordine religioso e di occuparsi della prole. “I superiori – sottolinea inoltre Girotti – dovranno aiutarla ad affrontare la situazione. Essendo anche straniera, trovandosi in un paese non suo, non avrà altre possibilità di aiuto, quindi ci sarà sicuramente un sostegno da parte dell’istituto cui apparteneva”.

“Pur deprecando l’episodio – aggiunge -, dal punto di vista evangelico deve prevalere sempre l’atteggiamento di aiuto. Questo dev’essere il primo sentimento, tanto più trovandoci di fronte a una vita che nasce”.