Super Green Pass, proposte di regole e zone: off limits ristoranti, alberghi e…anche supermercati e bar?

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 24 Novembre 2021 - 12:18 OLTRE 6 MESI FA

Super Green Pass, proposte di regole e zone: off limits ristoranti alberghi e…anche supermercati e bar? (Foto d’archivio Ansa)

Super Green Pass, tutti lo nominano ma cosa cambierà effettivamente? Ecco quali sono le proposte di regole (e le zone in cui applicarle), al vaglio del governo. Innanzitutti i divieti e le limitazioni per i non vaccinati saranno validi solo in zona gialla e arancione o anche in zona bianca? Su questo non tutti (sia nel governo che nelle Regioni) sono d’accordo.

E poi, quali attività saranno interdette ai No Vax? Per quanto tempo sarà valido il Green Pass? E il tampone? Proviamo a rispondere punto per punto.

Premiare i vaccinati e salvaguardare il commercio

La posizione delle Regioni è che, in caso di un peggioramento della situazione con l’aumento dei contagi e dei ricoveri, non bisogna chiudere di nuovo il Paese. Non va punito chi si è vaccinato. Per dare certezze alle categorie produttive e all’economia, dunque, va introdotto un doppio binario per il green pass.

Un certificato che consente a chi si è immunizzato di continuare a usufruire di ogni attività sociale e ricreativa e un altro per chi ha scelto di non vaccinarsi, che permette solo l’accesso ai luoghi di lavoro e ai servizi essenziali.

Super Green Pass, regole: supermercati, ristoranti, alberghi, palestre, cinema…

Su quali siano le condizioni in cui scatta il Super Green Pass la posizione dei presidenti non è però unanime. Alcuni di loro hanno chiesto che le limitazioni per i non vaccinati, con il divieto di entrare in ristoranti, cinema, teatri, palestre, piscine, stadi, impianti sciistici, discoteche e sale gioco, siano operative già in zona bianca. Altri invece spingono affinché le misure scattino dalla zona gialla o arancione, dove sono previste alcune limitazioni.

L’ala intransigente vuole impedire anche l’ingresso al bar. Operazione francamente difficile, visto il tipo di attività e il frequente ricambio all’interno dei locali. Quanti chiederebbero il green pass per un caffè? Altamente improbabile, se non impossibile, la possibilità che il green pass serva anche nei supermercati. Essendo beni essenziali, dovrebbero restare aperti a tutti.

Controllo delle frontiere e dei confini

I presidenti delle regioni più esposte, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia fino al Veneto, hanno chiesto al governo anche il ripristino dei controlli alle frontiere. Con i tamponi agli aeroporti e le verifiche su chi arriva dai paesi più in difficoltà, per arginare l’ondata di contagi che arriva soprattutto dall’est Europa. Fonti ministeriali hanno sostenuto però nei giorni scorsi che un’eventuale intervento in questo senso scatterebbe solo in seguito ad una decisione dell’Ue.

Anticipo terza dose

Una scelta è invece già stata fatta dal governo ed è la riduzione da 6 a 5 mesi dell’intervallo tra la conclusione del ciclo vaccinale e la terza dose. La circolare che stabilisce l’anticipo è stata firmata dal direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza: “L’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose booster (di richiamo) con vaccino a m-RNA alle categorie per cui è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato”.

Durata del Green Pass

Tra i provvedimenti annunciati e dati per certi, c’è anche la riduzione della durata del green pass, che passerà da 12 a 9 mesi, anche se alcuni nella comunità scientifica spingono per una durata di 6 mesi. Su questo il Comitato tecnico scientifico dovrebbe esprimere un pare ma già ad agosto, quando aveva portato la durata ad un anno, gli esperti avevano sottolineato che “la valutazione…potrà essere in futuro, eventualmente, rivista qualora emergano nuovi dati o siano pubblicati studi scientifici che orientino verso diversa conclusione”.

Obbligo terza dose per i sanitari

Altra misure che non dovrebbe trovare ostacoli è l’obbligo della terza dose per i sanitari e il personale delle Rsa. Tra gli esperti si discute anche della possibilità che l’obbligo sia esteso ad altre categorie, in particolare quelle più esposte al contatto con il pubblico: forze di polizia, dipendenti della pubblica amministrazione, professori. Ma questa ipotesi sembra al momento svanita (o quantomeno rinviata).

Tamponi: quale la durata giusta perché siano validi?

Infine, dibattito aperto anche sulla validità della durata dei tamponi. Tra la comunità scientifica c’è chi sostiene che debba essere ridotta poiché i risultati non garantiscono il 100% di attendibilità: da 48 a 24 ore per i test antigenici e da 72 a 48 ore per quelli molecolari.

Quando cominciano le regole del Super Green Pass?

Non tutto però è deciso: va deciso da quando scattano le nuove misure e a partire da quale fascia di colore si applica il super green pass. Per quanto riguarda l’entrata in vigore, due sono le date sul tavolo: lunedì 29 novembre, quindi lunedì prossimo, o il primo fine settimana di dicembre. In entrambi i casi, comunque, le misure sarebbero già operative per la festa dell’Immacolata, con milioni di italiani che in quei giorni si sposteranno nelle località sciistiche.

Obbligo di mascherina all’aperto?

Quanto all’obbligo della mascherina all’aperto, dovrebbe rimanere a partire dalla zona gialla, anche se a livello locale governatori e sindaci si stanno già muovendo. Lo ha deciso l’Alto Adige, la ha stabilito il sindaco di Padova per il centro storico della città e lo sta valutando il primo cittadino di Firenze Dario Nardella.

“L’ipotesi delle mascherine all’aperto è stata messa dalle Regioni sul tavolo nel confronto con il Governo. È una misura che andrebbe adottata subito in tutta Italia a prescindere dai colori”. Così l’assessore regionale alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato. “Mascherine anche all’aperto e soprattutto nei luoghi affollati”, aggiunge D’Amato. La misura è stata richiesta in vista delle festività quando assembramenti nelle città sono frequenti anche per lo shopping.