Susanna Di Pietra, chi è l’interprete Lis che traduce il bollettino della Protezione Civile per i non udenti

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2020 14:28 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2020 14:28
Susanna Di Pietra, chi è l'interprete Lis che traduce il bollettino della Protezione Civile per i non udenti

Susanna Di Pietra, chi è l’interprete Lis che traduce il bollettino della Protezione Civile per i non udenti (Nella foto al fianco di Borrelli)

ROMA – Ci siamo abituati a vederla tutti i giorni, alle 18, al fianco del capo della Portezione Civile Angelo Borrelli, per comunicare il bollettino giornaliero dell’emergenza coronavirus. Lei lo fa silenziosamente con le mani, traducendo nella lingua dei segni quei drammatici numeri per i non udenti. 

Il suo nome è Susanna di Pietra, 33 anni, e da 12 fa l’Assistente alla Comunicazione. Oltre ad essere una interprete Lis, studia Scienze della Formazione Primaria e nel 2014 ha fondato una associazione che si chiama Coda (Children of Deaf Adults) che aiuta le famiglie composte da genitori non udenti nell’educazione di figli udenti. 

Anche Susanna è figlia di genitori sordi. “La lingua dei segni è stato il mio idioma materno – spiega in una intervista al quotidiano la Stampa –  la mia prima forma di comunicazione. Mia mamma poi ha insistito perché mi specializzassi, ho studiato da interprete e da oltre dieci anni lavoro anche come mediatore nelle scuole”.

“Ci sono circa 70 mila persone non udenti in Italia, molti sono anziani”, spiega. “Il carico emotivo è enorme, ma cerco di far passare un messaggio di normalità. Il tono neutrale è anche lo stile degli interpreti. E i sordi hanno bisogno di sapere senza panico. Poi certo, uno ascolta i dati e pensa ai propri cari, al rischio di contagio, penso a mia madre che ha 56 anni e sta chiusa in casa, la vita è cambiata per tutti”.

In isolamento come tutti noi, Susanna trascorre le sue giornate in compagnia del marito: legge e si diletta in cucina. Alla Stampa confessa di essere felice che la sua presenza venga percepita come “rassicurante”. 

Fonte: La Stampa