Svizzera rimanda marocchino in Italia. Arrestato, giudice lo libera: “Non voleva tornare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 luglio 2018 20:38 | Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2018 20:38
Svizzera rimanda in Italia marocchino espulso: arrestato e rilasciato

Svizzera rimanda marocchino in Italia. Arrestato, giudice lo libera: “Non voleva tornare”

BOLOGNA – Un marocchino è stato espulso dalla Svizzera e rimandato in Italia, dove è stato arrestato. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’uomo, 35 anni, era stato espulso nel 2017 ed è stato accusato al suo arrivo all’aeroporto di Bologna di aver violato il divieto di ingresso nel territorio nazionale. Il giudice però non ha convalidato l’arresto, sostenendo che il marocchino è tornato in Italia “contro la sua volontà” e lo ha rimesso in libertà.

La paradossale vicenda inizia a maggio 2017 con un ordine di espulsione del questore di Rimini per il marocchino, con precedenti. Da quel momento l’uomo, ha riferito, è stato tra Francia, Germania (dove ha chiesto protezione internazionale) e Svizzera, dove è stato arrestato a giugno. Qui le autorità hanno deciso di espellerlo verso l’Italia, tentando invano una prima volta e poi imbarcandolo coattivamente il 4 luglio. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Cavalli, ha spiegato che non voleva tornare, consapevole dell’ordine di espulsione. Il giudice Massimiliano Cenni lo ha scarcerato.

La decisione di espellerlo verso l’Italia, osserva il giudice nell’ordinanza, aveva “destato qualche perplessità negli operanti”. L’uomo comunque aveva con sé un lasciapassare dell’autorità svizzera. Arrestato, il 21 giugno si è rifiutato di essere mandato in Italia, ma il 4 luglio è stato costretto. Il quadro d’insieme, scrive il giudice, “rende evidente a chiunque che l’arrestato non può aver commesso il reato contestato, in quanto risulta carente l’elemento soggettivo”. Il marocchino, infatti, “ha subito un provvedimento di espulsione di un’autorità straniera, tra l’altro, posto contro la sua volontà”.

Per l’avvocato Cavalli “si tratta di un precedente pericoloso, perché consentirebbe a tutti gli Stati Schengen di espellere cittadini stranieri verso l’Italia, a prescindere dalla sussistenza di precedenti decreti di espulsione o comunque di titoli di soggiorno”; per tale motivo, “nonostante i roboanti slogan del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, si è passati dai porti chiusi agli aeroporti aperti”. Titolare del fascicolo è il pm Stefano Dambruoso, ex parlamentare.