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Tallio in tisana, Mattia Del Zotto poteva uccidere ancora: “Volevo punire gli impuri”

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Tallio in tisana, Mattia Del Zotto poteva uccidere ancora: “Volevo punire gli impuri”

MILANO – “Volevo punire i soggetti impuri”. Queste le parole di Mattia Del Zotto, il giovane di 27 anni arrestato per aver avvelenato i suoi famigliari con tisane al tallio, mentre veniva prelevato dai carabinieri. “Non voglio collaborare”, ha aggiunto il nipote delle vittime uscendo dalla sua casa di Nova Milanese, in provincia di Monza. Un arresto dettato anche da una esigenza della Procura: quella di scongiurare che Mattia potesse uccidere ancora.

Nonostante Del Zotto abbia ammesso l’omicidio, ha rifiutato ogni collaborazione con gli inquirenti, dichiarando che non svelerà mai il movente del suo terribile gesto: “Non saprete mai perché l’ho fatto. Non ho da collaborare con la vostra istituzione o con altre istituzioni di questo Stato”. Barba incolta, sguardo freddo e nessuna emozione nelle parole usate con i carabinieri. Quando gli hanno chiesto se avesse un avvocato di riferimento ha risposto seccamente: “Non ho bisogno di altre persone che parlino al posto mio. Scegliete dall’elenco del telefono la persona che più vi aggrada”.

Nella casa di Del Zotto i carabinieri hanno trovato altre cinque confezioni di solfato di tallio, con tanto di ricevute di acquisto di quel metallo che ha utilizzato per avvelenare e uccidere la zia Patrizia Del Zotto, il nonno Giovanni Battista Del Zotto e la nonna Gioia Maria Pittana lo scorso ottobre. Le confezioni, per complessivi 60 grammi, sono state acquistate a Padova. Le accuse nei confronti del nipote sono di omicidio premeditato e di tentato omicidio per gli altri parenti che ha avvelenato, scrive l’Ansa.

A portare gli investigatori sulle tracce di Mattia è stato un account di posta elettronica, aperto col falso nome di Davide Galimberti, e i tabulati telefonici del suo cellulare. Del Zotto da giugno si stava documentando per procurarsi una sostanza velenosa e aveva inizialmente contattato diverse ditte per comprare arsenico, ma ha rinunciato perché in un caso ha ricevuto la richiesta di tracciabilità della transazione e in un altro una dichiarazione di utilizzo. Ha così scelto la ditta di Padova e ha acquistato il solfato di tallio.

Il 13 settembre Mattia Del Zotto, stando alle indagini, ha inviato una email al fornitore per sollecitare la consegna del tallio e il 15 è andato fisicamente a prelevarlo in auto, come ha dimostrato anche il segnale del suo cellulare registrato dalle celle telefoniche. Ai conoscenti e parenti aveva motivato il viaggio con un colloquio di lavoro. A tradirlo però sono state le e-mail salvate nella cartella bozze, l’unica che non era stata ripulita dal ragazzo. All’interno c’è una fitta corrispondenza con l’azienda di prodotti chimici di Padova da cui ha comprato il tallio.

Chi conosce Mattia lo descrive come un ragazzo schivo, appassionato di elettronica e informatica, ma da tempo sotto pressione perché non trovava lavoro. Mattia vive da sempre a Nova Milanese insieme ai genitori, agli zii e ai nonni deceduti, in una palazzina suddivisa in quattro appartamenti. I vicini di casa della famiglia hanno raccontato:

“È sempre stato molto schivo e silenzioso, siamo davvero senza parole. So che è appassionato di informatica, andava in palestra, ma nulla di più”.

 

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