Caos tamponi a Malpensa: facciamo chiarezza

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Agosto 2020 9:38 | Ultimo aggiornamento: 20 Agosto 2020 9:40
Tamponi coronavirus, dopo Malpensa arrivano anche a Linate

Tamponi coronavirus, dopo Malpensa arrivano anche a Linate (Foto Ansa)

Tamponi per il coronavirus per chi rientra dai Paesi a rischio: dopo l’ordinanza emessa dal Ministero da oggi partono anche all’aeroporto di Milano Malpensa. 

Lo scorso 12 agosto il Ministero della Salute ha emesso l’ormai nota ordinanza che impone a chi arriva o rientra da 4 Paesi – Spagna, Grecia, Malta e Croazia – di sottoporsi entro 48 ore al tampone per accertare che non siano affetti da Coronavirus. 

Nei giorni seguenti, iniziano le polemiche con regioni che da subito partono con i controlli e altre che restano indietro. Tra queste la Lombardia, che proprio per il suo esser stata centro dell’epidemia che ha colpito la nostra regione ha fatto più discutere. In mezzo i viaggiatori, che si sono ritrovati a rientrare a casa con un obbligo a cui però non riuscivano ad adempiere. 

Solo nella settimana successiva all’emanazione dell’ordinanza, nella provincia di Milano sono state 11 mila le richiesta di utenti che dovevano sottoporsi al tampone, di queste solo 1.000 erano state evase.

Tamponi in aeroporto, ecco cosa è successo

Ma capiamo cosa è accaduto: l’ordinanza del ministero – secondo quanto riportato da Repubblica – ha colto impreparato, complice il weekend di Ferragosto, sia la Regione che l’Usmaf (Ufficio di Sanità Aeroportuale) di Malpensa che, per altro, dipende dallo stesso dicastero. Nel frattempo, i kit per i test – i tamponi rapidi che garantiscono l’esito in mezz’ora – arrivavano negli scali della capitale, Fiumicino Ciampino, ma non in quelli lombardi, in cui per altro mancava anche il personale necessario per affrontare questa nuova emergenza.

Da qui polemiche e riunioni su riunioni tra Regione, Ministero e Usmaf, che hanno portato oggi all’inizio delle procedure nello scalo dell’Insubria grazie all’apertura di 3 gazebo in un’area messa a disposizione da SEA – ente gestore dell’aeroporto – a ridosso degli arrivi al Terminal 1.

E se all’inizio il piano prevedeva di fare 500 tamponi al giorno, rinviando gli altri passeggeri all’ars di competenza, oggi l’orientamento è già cambiato e si pensa già a farne almeno 1.800, grazie a una nuova area esterna al Terminal 1, sempre messa a disposizione da SEA in tempi da record e che permetterà di avere 8 postazioni per i test. 

A Malpensa, quanto prima dovrebbe unirsi l’aeroporto di Linate, probabilmente venerdì 21 agosto. 

L’obiettivo, spiega sempre Repubblica, è fare tamponi in tre minuti. In particolare ai passeggeri che arrivano da Spagna, Malta, Grecia e Croazia. 

Tamponi anche a Linate

La decisione di estendere i tamponi anche a Linate è arrivata martedì 18 agosto, dopo un sopralluogo che ha coinvolto l’Usmaf, l’ufficio di sanità di frontiera che dipende dal ministero della Salute, l’Ats, la Sea.

A gestire gli spazi sarà un ospedale privato convenzionato, il Policlinico San Donato. Questo fornirà il personale amministrativo che si occuperà dei moduli di accettazione e gli infermieri. Il tampone, per chi vorrà farlo, sarà gratuito, scrive Repubblica. 

I prelievi verranno eseguiti in nove box allestiti nella zona del ritiro dei bagagli. 

L’aeroporto di Linate, rispetto a quello di Malpensa, è meno affollato, dal momento che da lunedì a giovedì dai quattro Paesi monitorati arrivano solo due o tre voli al giorno. Voli che salgono a quattro nel weekend, contro gli oltre trenta al giorno di Malpensa. 

L’entità dei controlli

Nello scalo varesino  le stime iniziali erano di fare almeno 500 tamponi al giorno, pari al 10 per cento dei passeggeri che atterrano dai quattro Paesi. Ma, come detto, si dovrebbe arrivare a 1.800 al giorno. Anche a Linate le previsioni migliori parlano di 2.000 tamponi al giorno. 

I primi passeggeri che verranno sottoposti allo screening saranno i turisti stranieri e i non residenti, che più difficilmente potrebbero essere poi rintracciati. 

In Lombardia, comunque, per chi torna dai quattro Paesi non è prevista la quarantena preventiva. La Regione ha semplicemente invitato i residenti a segnalarsi alle loro Ats. (Fonte: Repubblica)