Tangenti Anas, De Grossi: 65mila € per trenini e francobolli

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2015 5:00 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2015 21:08
Tangenti Anas, De Grossi: 65mila € per trenini e francobolli

(Foto di archivio)

ROMA – Una tangente di 65 mila euro spesa per trenini da collezione, filatelia e vestiti. Questo ha confessato davanti ai pm romani Oreste De Grossi, funzionario dell’Anas in carcere per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

“Io avrò percepito circa 65 mila euro in tutto. Li ho spesi subito, comprando trenini, di cui faccio collezione, francobolli, vestiti. Avrò speso 10 mila euro di francobolli. Ho comprato modelli di trenini che costano circa 300 euro l’uno, ne avrò comprato una decina”, ha detto il manager interrogato dai pm.

Il funzionario, responsabile del servizio incarichi tecnici dell’Anas, ha ammesso di aver ricevuto la mazzetta “dall‘imprenditore Bosco della Tecnis – si legge nel verbale – in forza di un accordo preso dalla signora Accroglianò (la cosiddetta ‘Dama Nera‘, ndr) con i rappresentanti della Tecnis, Bosco e Costanzo, perché avessero l’assegnazione di una gara per la quale ero presidente di commissione. Le dazioni di denaro venivano fatte a me da Bosco e io appena ricevuti i denari li dividevo con la Accroglianò. Ho ricevuto da lei la metà di quello che lei sosteneva aveva avuto avuto da Bosco”.

De Grossi spiega poi che l’appalto in base al quale la Tecnis, ovvero Bosco, ha

“versato le somme di denaro a me e all’Accroglianò è quello relativo ai lavori di Potenza. La Tecnis avrebbe comunque vinto anche senza il mio intervento. Quando l’Accroglianò mi chiamò per chiedermi come stesse andando la gara, di cui ero presidente, io le risposi che pensavo che la gara sarebbe stata aggiudicata a Tecnis, allora lei mi propose di farci dare dei soldi e far credere a Tecnis che per merito nostro avrebbero vinto la gara e io accettai”.

Il verbale di interrogatorio è stato depositato al tribunale del riesame che deve pronunciarsi sulle richieste di revoca degli arresti per cinque funzionari dell‘Anas (Accroglianò, De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato, Antonino Ferrante) e l’imprenditore Giuliano Vidoni, quest’ultimo ai domiciliari per corruzione.

 

Nell’inchiesta giudiziaria sono coinvolte complessivamente dieci persone: tra loro l’ex sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Luigi Meduri, ai domiciliari. Contemporaneamente è stata interrogata il 3 novembre scorso la stessa Accroglianò, cher ha ammesso gli addebiti contestati e ha dichiarato: “Non c’è un imprenditore che non possa dire che non ha pagato per avere l’aggiudicazione di una gara”. Parlando poi dei suoi rapporti con l’ex sottosegretario Meduri ha aggiunto:

“Non sono a conoscenza se ci siano stati passaggi di denaro tra lui e gli imprenditori di Tecnis, ma lui otteneva dei favori in cambio della sua assidua presenza in Anas, infatti aveva ottenuto la assunzione della nuora nella società Quadrilatero, società partecipata di Anas. Io non ho assistito a consegne di denaro dalla Tecnis, ma so che Meduri aveva procurato un incontro a Costanzo con il ministro Delrio a Palermo e so che si sono incontrati a Palermo”.