“Tangenti sui bambini”, in manette funzionario del Comune di Milano

Pubblicato il 8 ottobre 2012 11:19 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2012 13:39

MILANO – Corruzione e truffa sulle colonie estive per i bambini. Con queste accuse sono stati arrestati lunedì mattina un funzionario dell’assessorato alla Famiglia del Comune di Milano, Patrizio Mercadante, il segretario generale dell’Istituto dei ciechi Antonio Picheca e il presunto corruttore, il titolare di società di viaggi Dario Zambelli. Arresti domiciliari invece per Giulia Pezzoli, indicata come una persona di fiducia di Mercadante.

Gli arresti sono stati eseguiti su mandato del gip Anna Vicedomini, con l’accusa di turbativa d’asta e corruzione. Secondo i pm Pradella e Siciliano, sarebbero stati distribuiti 38 milioni di euro di appalti per la gestione delle case vacanza a una società bergamasca, la Borgunitour di Dario Zambelli, che non aveva alcun requisito per ottenerli.

In cambio al funzionario comunale Patrizio Mercadante, che è stato anche responsabile del comitato elettorale dell’ex assessore del Pdl Mariolina Moioli, sarebbe stata versata una “mazzetta” da centomila euro relativa a consulenze fittizie. I militari della Guardia di Finanza di Milano, oltre agli arresti e alla misura interdittiva, hanno effettuato una serie di perquisizioni anche nell’hinterland.

L’arresto di Mercadante, Picheca e Zambelli è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta sulle colonie estive del Comune di Milano, coordinata dai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, nella quale sono ipotizzati i reati di truffa e corruzione, in relazione agli appalti (circa 38 milioni) per le case vacanza all’epoca della giunta di Letizia Moratti. L’indagine era partita l’anno scorso a seguito di un esposto presentato da un concorrente della Borgunitour, società emanazione della Cisl di Bergamo, in merito all’aggiudicazione di una gara d’appalto per la ristrutturazione e la gestione di due case vacanze per ragazzi a Pietra Ligure e a Cesenatico. Mercadante, in particolare, poteva concedere da solo finanziamenti pubblici molto consistenti: nella sua qualità di direttore del servizio minori, sostengono gli inquirenti, aveva da solo potere di firma.

Antonio Picheca, segretario generale dell’Istituto dei Ciechi di Milano e commissario straordinario della fondazione Pini, è accusato di corruzione e truffa ai danni dello Stato. In particolare, stando a quanto si apprende, Picheca assieme ad altri indagati si sarebbe procurato un ingiusto profitto da 50 mila euro in relazione a presunte spese sostenute per il progetto “Uno sguardo sulla città” della Fondazione Pini, concorso artistico di disegno riservato agli alunni delle scuole, nel 2001. In pratica avrebbero truffato il Comune, ottenendo un finanziamento da 50mila euro per un progetto che aveva un costo pari a zero.

La cena. Con soldi pubblici, ossia con il finanziamento erogato dal Comune di Milano per un progetto artistico, è stata anche pagata una ”cena” da ”13 mila euro”. ”La cena in oggetto – scrive il gip di Milano, Maria Vicidomini – fu particolarmente raffinata e costosa (…) organizzata per consolidare una rete di rapporti con diverse personalità del mondo imprenditoriale e pubblico milanese, nonchè con alcuni alti magistrati del circondario”.

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