Tangenti Expo, Antonio Acerbo indagato per corruzione. Cantone: è un problema

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2014 12:16 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2014 15:06
Tangenti Expo, Antonio Acerbo indagato per corruzione e turbativa d'asta

Tangenti Expo, Antonio Acerbo indagato per corruzione e turbativa d’asta

MILANO – Antonio Acerbo, commissario delegato di Expo 2015 per il progetto “Vie d’acqua“, è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti all’Expo di Milano. E il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone commenta: “Il ruolo di Antonio Acerbo in Padiglione Italia “può essere un problema”.

“Negli ultimi incontri con Diana Bracco – spiega Cantone – il rappresentante tecnico per Padiglione Italia è sempre stato l’ingegner Acerbo e questo può essere un problema. Domani vedrò la Bracco a Milano”.

La mattina del 17 settembre  la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni a carico di Acerbo, che risulta indagato per corruzione e turbativa d’asta. Non solo Acerbo, ma altre persone legate al progetto sarebbero indagate: da quanto appreso dall’Ansa, la Finanza ha effettuato anche altre perquisizioni a carico di persone ritenute ”strumenti” e intermediari della presunta corruzione.

In un comunicato stampa, il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati spiega che

“nella giornata odierna sono state eseguite perquisizioni nei luoghi in disponibilità dell’indagato Acerbo Antonio, nato a L’Aquila il 22 aprile 1949, cui è stata contestualmente notificata informazione di garanzia per i reati di turbativa d’asta, commesso a Milano fino al 10 luglio 2013 e corruzione, commesso in Milano fino al 10 luglio 2013”.

Acerbo è commissario delegato di Expo per le opere infrastrutturali (oltre che responsabile unico per il procedimento di Padiglione Italia) e l’inchiesta, come si legge sempre nella nota, è relativa al progetto ”via delle acque” per l’Esposizione Universale. I magistrati hanno ordinato ”l’esibizione degli atti e dei documenti” relativi al progetto in questione ”presso Expo Spa e Metropolitana Milanese Spa”.

L’indagine è una tranche dell’inchiesta che lo scorso maggio ha portato agli arresti, tra gli altri, di Gianstefano Frigerio, Luigi Grillo e Primo Greganti. Inchiesta relativa ad una serie di irregolarità negli appalti di Expo, Sogim e della sanità lombarda e che avrebbe accertato la presenza della cosiddetta ”cupola degli appalti”.

Le preoccupazioni di Cantone.  “Per ora – ha spiegato Cantone – abbiamo solo notizie di stampa. Il commissariamento” (che il presidente dell’Autorità Anticorruzione può richiedere sulla base delle nuove norme che gli hanno affidato più ampi poteri) richiede una base probatoria che non può arrivare solo da un’informazione di garanzia. Al commissariamento abbiamo dato una interpretazione garantista e per procedere ci vuole l’intervento di un giudice, come un’ordinanza di custodia cautelare o una richiesta di rinvio. Allo stato, è difficile procedere”, ha detto Cantone, sottolineando che il meccanismo di commissariamento agisce sul singolo appalto.

Nello specifico, per Expo Maltauro ha vinto l’appalto sulle Architetture di servizio, che è stato commissariato, e appunto quello sulle Vie d’acqua, su cui sono in corso accertamenti dal parte della magistratura. “Voglio sottolineare che i fatti contestati – rileva inoltre Cantone – sono del luglio 2013, quindi antecedenti all’istituzione dell’Unità Expo da parte dell’Autorità Anticorruzione”.