Tangenti in Lombardia, indagati i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo

Pubblicato il 16 Ottobre 2012 16:02 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2012 19:47
Franco Nicoli Cristiani (Foto Lapresse)

MILANO – Il presidente e il vicepresidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, Rossano Breno e Luigi Brambilla, sono indagati per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sull’ex assessore milanese Franco Nicoli Cristiani, accusato di aver perso una mazzetta da centomila euro dall’imprenditore Pierluca Locatelli.

Secondo quanto scrive l’agenzia Ansa, Breno e Brambilla sono accusati di corruzione in concorso con Nicoli Cristiani. Tutti e tre, scrive l’Ansa,

avrebbero preteso e ottenuto dall’imprenditore bergamasco una somma di denaro consistente (si parla di centinaia di migliaia di euro) e altre ‘utilità’ e in particolare lavori gratuiti per costruire una scuola di Cl, sempre in provincia di Bergamo.

La mazzetta di centomila euro, secondo l’accusa, sarebbe stata versata da Locatelli per ottenere il via libera nella realizzazione della trasformazione della discarica di Cappella Cantone (Cremona) in discarica di amianto.

Scrive l’Ansa:

Per realizzare la discarica di amianto sarebbe stato necessario un atto della Regione Lombardia. Atto che il 20 aprile del 2011 sarebbe poi arrivato: si tratta di una delibera di Giunta proposta dal governatore Roberto Formigoni che ha sbloccato l’apertura del sito dove conferire l’amianto nonostante l’opposizione della Provincia di Cremona e i diversi orientamenti della normativa regionale in materia ambientale. Tale delibera inoltre, in base ai primi accertamenti, non risulta pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione. Tutti gli episodi corruttivi finora contestati dai pm milanesi sarebbero serviti, nel corso del tempo, per arrivare a trasformare la discarica che si trova nel Cremonese in una discarica per l’amianto, così come avrebbe voluto Locatelli.

Secondo la procura, riporta l’Ansa, gli amministratori della Regione Lombardia avrebbero favorito ”con atti contrari ai doveri d’ufficio” gli interessi dell’imprenditore Locatelli. Nella vicenda ci sarebbe anche ”un diretto coinvolgimento” dei vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo.

Nel decreto di perquisizione, sottolinea l’Ansa, si parla di “diretto coinvolgimento” di Breno e Brambilla affinché ”gli amministratori della Regione Lombardia” con cui erano ”in contatto” favorissero gli ”interessi” di Locatelli e ”l’ottenimento dell’Autorizzazione regionale per l’apertura” di una discarica di amianto nel Cremonese.

I due responsabili della Compagnia delle Opere di Bergamo sono indagati con l’accusa di aver preteso e ottenuto una mazzetta da Locatelli.  Secondo l’accusa, Breno e Brambilla avrebbero ”utilizzato” gli uffici delle loro società ”Mediberg srl e Custodia srl” per stringere ”accordi criminosi” con Locatelli e per ”emettere documentazione contabile e contrattuale” che sarebbe poi servita a giustificare il presunto versamento delle mazzette da parte dell’imprenditore anche attraverso ”denaro contante”.

Secondo la procura Breno e Brambilla avrebbero agito ”quali mediatori presso i pubblici ufficiali della Regione Lombardia”.  Secondo l’accusa Locatelli, sempre per ottenere l’autorizzazione regionale, avrebbe pagato centinaia di migliaia di euro ai vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo, ai presunti ”mediatori”, e avrebbe effettuato lavori gratuiti per la scuola e fondazione Imiberg di Bergamo.