Tangenti. Arrestato Lino Brentan: Ad dell’autostrada Venezia-Padova

Pubblicato il 31 Gennaio 2012 9:21 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2012 10:26

VENEZIA – L’Ad dell’Autostrada Venezia-Padova, Lino Brentan, e’ stato arrestato stamani dalla Guardia di finanza lagunare nell’ambito di un’inchiesta su tangenti. Secondo quanto si e’ appreso l’amministratore e’ accusato di corruzione. I particolari dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa prevista alle 10 alla Procura di Venezia, presente il procuratore capo, Luigi Delpino, il comandante della Gdf di Venezia, gen. Marcello Ravaioli, e il comandante del Npt di Venezia, col. Renzo Nisi.

Le indagini, coordinate dal pm veneziano Stefano Ancilotto, hanno consentito agli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria di Venezia di accertare un collaudato e consolidato sistema di irregolare aggiudicazione dei lavori pubblici, attuato dall’amministratore delegato della societa’ Autostrade di Venezia e Padova. Lino Brentan, colpito dalla misura coercitiva degli arresti domiciliari, e’ accusato  di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, aggravato proprio in ragione della stipula di contratti vincolanti per l’ente di appartenenza.

L’operazione costituisce la prosecuzione dell’indagine svolta nei mesi scorsi a carico dei vertici del settore edilizia della Provincia di Venezia, strettamente legati a un gruppo di imprenditori locali, che riuscivano percio’ a farsi assegnare la quasi totalita’ dei lavori pubblici del Settore Edilizia, da svolgere nella provincia, senza neppure dover ricorrere a pubbliche gare d’appalto. Tutto cio’ grazie al sistema di assegnazione, che consisteva per lo piu’ nel ”cottimo fiduciario” (la vecchia ”trattativa privata”), in cui, per asserite ragioni d’urgenza, per l’importo dei lavori da svolgere o per altre motivazioni di comodo, veniva omessa la gara, facendo ricadere la scelta sistematicamente sull’imprenditore di riferimento.

In tale contesto ambientale, secondo quanto risultato dalle indagini, è emersa la figura di Brentan – indicato quale ‘colletto bianco’ garante degli accordi corruttivi – come il soggetto in grado di assicurare, agli imprenditori legati da antichi vincoli clientelari, un trattamento di “riguardo” negli affidamenti di lavori e consulenze.

Nel realizzare tali condotte illegali, cui corrispondevano compensi in denaro da parte degli imprenditori aggiudicatari, Brentan avrebbe fatto ricorso al frazionamento delle opere in più lotti, per ridurre l’ammontare del costo dei lavori e poterli così affidare con assegnazioni dirette, sottraendoli ai piani di programmazione, o avrebbe fatto ricorso al “cottimo fiduciario” senza che ne ricorressero i presupposti, senza interpellare quindi altre imprese e impedendo, comunque, la regolare rotazione tra le stesse.

Oltre al provvedimento disposto dal gip Antonio Liguori c’e’ un sequestro preventivo di 170mila euro in conti correnti, funzionale alla confisca di valori equivalenti a quello che e’ stato definito il “prezzo” della corruzione.