Tangenti, indagato il presidente del Consiglio lombardo Davide Boni

Pubblicato il 6 Marzo 2012 13:14 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2012 17:16

MILANO – Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, il leghista Davide Boni, è indagato dalla Procura di Milano per corruzione. L’indagine fa parte di un’inchiesta del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e del sostituto Paolo Filippini su alcuni centri commerciali, in relazione a un filone nato dall’inchiesta su tangenti al Comune di Cassano D’Adda. Boni è indagato insieme a un suo stretto collaboratore e altre persone. La Guardia di finanza, su ordine del procuratore aggiunto Robledo e del pm Paolo Filippini, sta perquisendo l’ufficio di Boni in Regione Lombardia. Boni si è subito dichiarato estraneo ai fatti e pronto a chiarire ogni dubbio sulla vicenda.

Un giro di tangenti tra ricevute e promesse di centinaia di migliaia di euro. E’ questo il sospetto della Procura di Milano che sta indagando su un giro di presunte mazzette avvenuto tra il 2008 e il 2010 nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto il presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni, e altre sei persone tra cui l’imprenditore veneto Francesco Monastero e l’ex esponente locale del Carroccio Marco Paoletti. Da quanto si e’ saputo i pm ipotizzano accordi corruttivi anche recenti.

Il presidente del Consiglio regionale Davide Boni e il suo collaboratore Dario Ghezzi ”utilizzavano gli uffici pubblici della Regione come luogo di incontro per concludere accordi nonche’ per la consegna dei soldi”. E’ scritto nel decreto di perquisizione dell’inchiesta milanese per corruzione. Dall’inchiesta che vede indagato per corruzione il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, emergerebbe, da quanto si e’ saputo, il sospetto di soldi arrivati alla Lega Nord, attraverso un sistema di tangenti. Il tramite sarebbe l’esponente locale della Lega Nord Marco Paoletti, anche lui indagato.

Nel decreto di perquisizione firmato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Paolo Filippini, oltre a Davide Boni e a Ghezzi, risultano indagati l’architetto Michele Ugliola, suo cognato Gilberto Leuci, l’ex esponente della Lega Marco Paoletti e l’ex sindaco di Cassano D’Adda Edoardo Sala. Nell’inchiesta sono anche indagati l’imprenditore Francesco Monastero e l’immobiliarista Luigi Zunino. Nel documento si legge che ”e’ dimostrato il pieno coinvolgimento di Boni e Ghezzi”.

Davide Boni, 49 anni, ha alle spalle una lunga militanza nella Lega. E’ stato capogruppo del Carroccio nel Consiglio provinciale di Mantova, consigliere comunale a Borgoforte e quindi presidente della Provincia di Mantova, dal 1993 al 1997. Eletto nell’aprile 2000 Consigliere regionale per la circoscrizione di Milano, è stato presidente del gruppo consiliare “Lega Lombarda – Lega Nord – Padania” e componente delle Commissioni consiliari Affari istituzionali e Programmazione e bilancio.

Rieletto nell’assemblea regionale nel 2005, ha rivestito l’incarico di Assessore al Territorio e Urbanistica per l’intera legislatura. Riconfermato consigliere per la terza volta nel 2010, dall’11 maggio dello stesso anno è il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia. L’operazione “trasparenza” ha rivelato che nel 2009 Boni ha dichiarato 212 mila euro e rotti di imponibile, più di Formigoni (188.389) ma meno di Stefano Zamponi, capogruppo Idv.

”Chiediamo di andare al piu’presto al voto e subito le dimissioni di Boni”: cosi’il capogruppo Pd in Regione Lombardia Luca Gaffuri dopo una riunione fra i gruppi di opposizione dopo la notizia dell’indagine per corruzione che coinvolge il presidente del Consiglio regionale, il leghista Davide Boni.

Alla richiesta di Gaffuri si sono associati anche Idv, Sel e Udc ma quest’ultima ritiene con il capogruppo Giammarco Quadrini, che ”questo consiglio regionale debba andare avanti con il proprio mandato”.

”Anzitutto e’ indagato e attendiamo l’esito delle indagini, dunque nessun giudizio in anticipo ma confidiamo che Boni sapra’ chiarire la sua posizione”. Lo ha detto il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Paolo Valentini, assicurando ai giornalisti che il suo partito ”non chiedera’ niente come negli altri casi”, cioe’ non chiedera’ le dimissioni del Consiglio regionale Davide Boni indagato.