Tangenti L’Aquila, Massimo Cialente: “Mi dimetto, anzi no. Ci devo pensare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2014 12:25 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2014 12:26
Tangenti L'Aquila, Massimo Cialente: "Mi dimetto, anzi no. Ci devo pensare"

Massimo Cialente (Foto LaPresse)

L’AQUILA – “Mi dimetto, anzi no. Ci devo pensare”. Massimo Cialente, il sindaco de L’Aquila, prima ha annunciato le dimissioni. Poi al termine della riunione della Giunta comunale le ha rimandate. Cialente aveva preannunciato l’addio dopo lo scoppio dello scandalo per tangenti legate alle ricostruzione della città dopo il terremoto. ”Tutti gli elementi sono sul tavolo, mi prendo due giorni per decidere, e poi vedremo”, ha detto il sindaco.

L’inchiesta sulle presunte tangenti per appalti sulla ricostruzione per la prima volta coinvolge ex e attuali amministratori comunali e ha già portato alle dimissioni del vicesindaco, Roberto Riga. Carlo Benedetti, presidente del Consiglio comunale, alle voci sulle dimissioni del sindaco ha spiegato di avergli telefonato:

“Gli ho chiesto di prendere insieme la decisione anche se a mio avviso sarebbe il caso di riflettere. Credo che Cialente non si debba rimproverare nulla, ma capisco la sua amarezza e stanchezza per la lunga battaglia per i fondi nei confronti del governo al quale, a mio avviso, l’inchiesta offre la stura per chiudere i rubinetti, e per gli attacchi personali di questi giorni. Considerando che il carico dell’amministrazione grava all’80 per cento sulle spalle del sindaco”.

Cialente già la sera del 9 gennaio aveva spiegato di essere “in piena riflessione sulla situazione complessiva, in tal senso sto pensando alla città e alla cosa più utile da fare per salvaguardare i cittadini”:

“Al di là dell’entità delle accuse è la prima volta che il Comune viene coinvolto, probabilmente si tratta di un comitato di affari anche con persone fuori, ma c’era un mio assessore che avevo scelto io e la responsabilità è mia. Tra gli elementi sui cui riflettere per l’interesse primario della città e per le dimissioni ci sono i rapporti con il governo, sempre più difficili, per i fondi insufficienti, e anche il complessivo indebolimento della mia persona e della giunta per quanto accaduto”.

Rispetto all’inchiesta, il sindaco ha ribadito la necessità che

“la magistratura faccia in fretta scavando su tutto ma facendo in fretta perché non ci possiamo permettere ombre, sento la sofferenza terribile della città”.

Nel rivelare di aver ricevuto una telefonata “molto cordiale” dal ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, incaricato dal governo di seguire la ricostruzione, Cialente ha chiuso l’amara chiacchierata ancora con il pensiero rivolto al suo ex assessore, Vladimiro Placidi,

“che avevo scelto perché non politico, persona altamente legata a persone di alto rilievo, un bravo tecnico perché direttore del consorzio per I beni culturali, ente di proprietà del comune dell’Aquila, il quale mi aveva assicurato di non avere società”.