Tangenti, Liguria: esplode maxi-inchiesta su fondi Ue

Pubblicato il 16 Novembre 2009 23:32 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2009 23:32

Tangenti, turbativa d’asta, corruzione, truffa aggravata, associazione a delinquere: sono le ipotesi di reato che figurano a vario titolo sui decreti delle quaranta perquisizioni eseguite stamani dai finanzieri del nucleo regionale di polizia tributaria negli uffici della Regione Liguria e di alcuni Comuni delle province di Genova e Imperia, nell’ambito di un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Paola Calleri sulla gestione di fondi europei.

Sono decine gli indagati in questa inchiesta che si abbatte come una scure sulla campagna per le prossime regionali.

Tra i personaggi di spicco figurano l’assessore all’Agricoltura Giancarlo Cassini della giunta guidata da Claudio Burlando e due consiglieri regionali, uno di maggioranza Vito Vattuone (Pd), già vicepresidente della Filse (finanziaria della Regione Liguria), ed uno di minoranza Nicola Abbundo (Moderati per il Pdl), già assessore a Formazione, Istruzione e Lavoro nella precedente giunta Biasotti.

Tra le persone coinvolte nell’indagine anche quello di Stefano Bersanetti, esperto di ambiente e territorio, uno dei dieci ‘saggì che il candidato del Pdl alle prossime regionali, Sandro Biasotti ha nominato per stilare il programma politico.

All’esame degli investigatori è la gestione di due tranche di fondi europei, da 15 milioni di euro ciascuna. Una del Fondo Sociale Europeo (Fse), l’altra dei Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale (Fesr). All’attenzione degli inquirenti, anche un appalto, non ancora aggiudicato, del valore di 8,7 milioni di euro per l’affidamento del servizio mense delle strutture gestite dall’Azienda autonoma per i servizi alla persona (Asp) «Brignole» di Genova (che non fa parte dell’amministrazione del Comune di Genova e che gestisce mense, ospizi e vari servizi assistenziali), oltre a false sponsorizzazioni ad una piccola squadra di calcio (denaro che sarebbe servito alla corruzione di pubblici ufficiali) e consulenze fittizie.

Una vicenda complessa che coglie di sorpresa gli stessi indagati. «Devo dire che non ho compreso quali siano le mie competenze effettivamente coinvolte nell’indagine. Sono comunque del tutto sereno e tranquillo. Mi auguro che l’inchiesta conduca al più presto a un chiarimento positivo», ha affermato in una nota l’assessore regionale Cassini.