Tangenti a Nicoli, il postino: “Non sapevo dei soldi nella busta”

Pubblicato il 2 Dicembre 2011 9:22 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2011 9:22

BRESCIA – “Sì, è vero, ho consegnato io i soldi a Nicoli Cristiani, ma non sapevo che dentro quel pacco ci fossero 100 mila euro. Anzi, non sapevo proprio che cosa contenesse”. Il “postino” Giuseppe Rotondaro, dirigente dell’Arpa lombarda ora sospeso, ha ammesso con il gip Cesare Bonamartini di essere stato un “pony express” inconsapevole di ciò che consegnasse. Durante l’interrogatorio Rotondaro si è difeso: “Mi avevano solo detto che era un regalo”. Franco Nicoli Cristiani, consigliere lombardo pidiellino, è stato arrestato per la tangente di 100 mila euro ricevuta dall’industriale dell’asfalto Pierluca Locatelli. Le intercettazioni ambientali però hanno smentito la sua versione, come anche i 10 mila euro ricevuti per la consegna da Locatelli.

I pm di brescia Silvia Bonardi e Carla Catania hanno scoperto che nel “pacco” che Rotondare ha consegnato vi erano 100 mila euro in banconote da 500, chiamate “Big Babol”, e ricevute da Nicoli il 26 settembre nel ristorante “Da Berti” di Milano. Secondo i magistrati la tangente è servita ad ottenere l’autorizzazione per una discarica di amianto da costruire a Cappella Cantone, in provincia di Cremona. Rotondarosi è detto ignaro del contenuto della busta, ma a smentirlo c’è la percentuale della mazzetta, che ha giustificato come “pagamento di una consulenza che ho fatto per il gruppo Locatelli”.

Nicoli Cristiani è pronto ora a rinunciare ad ogni carica e funzione politica, pur di ottenere gli arresti domiciliari, come spiega il suo avvocato Piergiorgio Vittorini: “In questo modo potrebbe venir meno l’unica ragione leggibile nell’ordinanza che giustifica la custodia cautelare in carcere: il pericolo di reiterazione del reato”. Pierluca Locatelli sarà ascoltato in procura oggi 2 dicembre, dopo essere stato arrestato insieme alla moglie ed altri collaboratori tra dipendenti e consulenti. Il filone delle indagini sui rifiuti rimarrà di competenza di Brescia, mentre le indagini per corruzione saranno trasferite a Milano, luogo dove le tangenti sono state consegnate.