Tangenti sui farmaci, indagato Cesare Cursi del Pdl

Pubblicato il 26 Marzo 2010 8:45 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2010 8:45

Centomila euro stanziati dal colosso farmaceutico svizzero Ferring per un mediatore e per il parlamentare del PdL Cesare Cursi, allora sottosegretario e oggi responsabile del partito per la Sanità. Lo scrive il Corriere: il colosso farmaceutico svizzero Ferring avrebbe stanziato una tangente di centomila euro nel 2005 per l’allora sottosegretario alla salute Cesare Cursi (oggi responsabile del Pdl per la sanità) allo scopo di far registrare un farmaco anti-infertilità che si chiama Meropur a un prezzo maggiore rispetto al giusto.

E fondi neri per 2,7 milioni di euro creati con false fatturazioni per corrompere medici e invogliarli a prescrivere un ormone della crescita, lo Zomacton, commercializzato dalla casa farmaceutica. Queste le ipotesi d’accusa su cui si sta muovendo la procura di Milano, che ha già indagato Cursi e i vertici della Ferring, richiedendo anche al Gip che l’azienda sia interdetta dal contrattare con il Servizio Sanitario Nazionale. L’indagine dei Pm Laura Pedio e Antonio Pastore è partita da una verifica fiscale della Guardia di Finanza, che presto ha però cambiato direzione.

All’inizio ci si è occupati soprattutto dello Zomacton, che è risultato essere al centro di un piano di corruzione di medici piuttosto ampio, nel quale il tariffario dei camici bianchi era di circa duemila euro per ogni nuovo cliente acquisito. Poi l’azienda decide di sostituire il suo farmaco contro l’infertilità, il suo Menogon venduto a sette euro, con il Meropur che intende vendere a diciotto euro, ma trova l’Aifa contraria: quattordici euro secondo l’agenzia del farmaco sarebbe il prezzo giusto. Alla fine la spunta l’azienda che fa lievitare il prezzo fino a diciassette euro.

Un ex direttore generale ammette: «Abbiamo trovato un godfather». Ovvero, il senatore Cursi, ricompensato proprio con centomila euro, che lui doveva dividere con qualcun altro secondo gli ex dipendenti Ferring. Ma lui smentisce: «Non conosco la Ferring, Mantovani sì ma non mi ha mai proposto niente», dice. Matteo Mantovani, consulente d’azienda, sarebbe invece proprio l’anello di congiunzione tra Cursi e la Ferring, della quale il senatore avrebbe incontrato il direttore generale chiedendogli anche il favore dell’assunzione di una famigliare. Assunzione che sarebbe poi arrivata nella Prex Spa, società collegata alla Ferring. I Pm indagano su questo e anche su un trasferimento di 97mila euro, passati da una società di Mantovani a una della famigliare di Cursi, tra il 2004 e il 2007.