Tarantini come la cricca a L’Aquila: “Che fortuna il terremoto”

Pubblicato il 19 Settembre 2011 9:55 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2011 11:35

ROMA – Erano il segno di riconoscimento della cricca quelle risate di gioia per il “provvidenziale” terremoto di L’Aquila. E Gianpaolo Tarantini, aspirante membro del club degli amici della Protezione Civile, mostra subito, a parole e pensieri, quanto sia degno di quell’investitura. Accadeva il 6 maggio 2009. Il terribile sisma ha squarciato un territorio, gli abitanti di L’Aquila non riconoscono più le proprie case, indistinguibili, ora che sono crollate, tra le macerie fumanti e la spessa nebbia dei detriti. “Una fortuna” quella scossa, secondo Tarantini, che così si rivolge, al telefono, a un dirigente di Finmeccanica che gli porta buone notizie per futuri, lucrosissimi affari della ricostruzione.

In realtà, Domenico Lunanuova, l’interlocutore di Finmeccanica, si sente in dovere, come dire, di circoscrivere quel concetto di “fortuna” con cui il Tarantini accoglie giulivo la prospettiva di uno sbocco certo per le sue manovre imprenditoriali. “”Culo, culo tra virgolette, perché là è successo il terremoto, e hanno bisogno di questa cosa”. Bontà sua, l’ingegnere sa misurare il peso del protezione in alto loco di cui gode il rampante Tarantini, ma, anche solo da tecnico, intuisce le tragiche proporzioni del disastro abruzzese. Tarantini, dopo le innumerevoli esche (suona meglio di escort) gettate per ottenere qualche appalto che lo sistemi definitivamente, è in apprensione per un contratto per la modernizzazione della copertura Isoradio che non riesce a decollare. Il terremoto è una benedizione. Improvvisamente si allentano i cordoni della borsa. Il presidente del Consiglio si adopera per un incontro tra il socio di Tarantini, Enrico Intini, con l’amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini.

La cosa non va in porto, gli interessati si muovono male, non sono pronti per la fornitura degli impianti da installare: la mediazione Finmeccanica era servita, ma il contratto con la Protezione Civile salta. Era un contratto che valeva 100 milioni di euro, 50 per Isoradio, gli altri 50 “secretati”.  Nonostante quel terremoto arrivato come una “fortuna”. Detto dei tentativi poi naufragati per intercettare le commesse Finmeccanica tramite la Protezione Civile, Tarantini avrebbe potuto uscirne alla grande anche spuntando un seggio al Parlamento europeo. Ma, solo il Sole 24 Ore di domenica ne ha parlato, tra le mire del “trust Tarantini”, specializzato al momento nel reclutamento di belle signorine disponibili,  stava studiando attentamente la possibilità di entrare nel progetto di un gasdotto tra Italia e Albania. Un gasdotto! Progetto di cui Tarantini parlò con l’amico imprenditore Roberto De Sanctis spiegando “l’opportunità di far intervenire Silvio Berlusconi per sostenere la realizzazione di un progetto non meglio specificato nel settore dell’energia, probabilmente un gasdotto dall’Albania all’Italia”.