La moglie di Tarantini: “Ci sono rimasti solo 3 mila euro”

Pubblicato il 10 Settembre 2011 11:41 | Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2011 18:33

NAPOLI – “Andate pure a fare una perquisizione in casa nostra a Roma, troverete tutta la nostra ricchezza: tremila euro. Non ci è rimasto altro”. Angela Devenuto, la moglie dell’ex re delle protesi Gianpaolo Tarantini, piange spesso durante il suo lungo interrogatorio ai magistrati di Napoli che l’hanno arrestata con l’accusa di aver partecipato ad un piano con il marito e con il faccendiere Valter Lavitola per estorcere circa un milione di euro al presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

“Nessun ricatto, nessuna estorsione, almeno da parte nostra, ma solo un disperato bisogno economico per far fronte ai debiti”, insiste la giovane donna, da tutti conosciuta col suo nomignolo di Nicla. La sua linea è chiara: “Il presidente si dispiaceva soprattutto per le bambine e per me, perché lei si immagini un uomo, poi un uomo all’antica di 74 anni, che vede una donna, poi come è lui che ama e venera le donne, si è capito, vede una donna, delle bambine che stanno con il culo per terra per colpa di un deficente, perché per mio marito un deficente è stato”.

Nicla insiste: “Il presidente ci aiutava perché noi gli facevamo pena. Perché io e Gianpaolo gli avevamo detto che non sappiamo come mangiare”.

“Io ora ho tremila euro in casa – dichiara ancora la donna ai pm e al gip – potete andare a fare una perquisizione, che io ho lasciato a casa, beh, al di là di quei tremila euro, io non so come devo affrontare la mia vita! Perché ì mei genitori – per carità – sono delle persone perbene che nella vita hanno solo lavorato per me e mia sorella, hanno delle piccole casette, così, non è che quando hai le case hai… Sono due pensionati! (..). Cioè quando una persona ha dei soldi suoi, ha una sua entrata è sicura. Quando una è mantenuta anche dal Presidente del Consiglio, che può essere la persona più ricca sulla faccia della terra, non è mai suo. Quindi io vivevo sempre nell’angoscia chiaramente di dovermi ritrovare dalla mattina alla sera. Infatti cercavo lavoro, ero impazzita per questa storia”.