Appartamenti, soldi e vacanze: Tarantini e la “tutela” di Berlusconi

Pubblicato il 8 Settembre 2011 10:22 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2011 10:26

ROMA – Perché il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si sarebbe dovuto occupare dell’imprenditore pugliese Gianpiero Tarantini, come emergerebbe dalle indagini in corso per ricatto che vede Berlusconi parte lesa?

Se lo domanda Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera. Ricorda Sarzanini: “Finora si sa che Tarantini otteneva da Berlusconi 20 mila euro ogni mese per mantenersi, che erano a lui destinati gli altri 500 mila in un’unica tranche che Valter Lavitola ha tenuto cedendone solo 100 mila, che ha beneficiato di altri pagamenti sparsi e senza motivo apparente. Ma adesso si deve scoprire chi e perché si occupasse anche degli appartamenti, delle vacanze, delle scuole private per le sue figlie, tenendolo di fatto sotto costante ‘tutela’.”

Per tentare di ricostruire la vicenda che ha portato all’arresto per estorsione di Tarantini, e che vede coinvolti anche sua moglie Angela Nicla Devenuto e Valter Lavitola, secondo Sarzanini bisogna tornare al settembre del 2009.

Il 19 di quel mese Tarantini viene fermato dai magistrati baresi con l’accusa di spaccio di droga e dopo qualche giorno ottiene gli arresti domiciliari. L’appartamento in cui passa i domiciliari, scrive Sarzanini, si trova a Roma, in via Lazio 6, a due passi da via Veneto.

Neppure un anno dopo, nel giugno del 2010, Tarantini decide di cambiare casa. Ancora detenuto, chiede e ottiene di potersi trasferire, sempre con la moglie le due figlie, in via Gramsci, nell’elegante quartiere Parioli.

Sarebbe in quel periodo, scrive Sarzanini, che Tarantini “entra in stretti rapporti con Lavitola”. “Ci siamo conosciuti perché i nostri figli vanno tutti a scuola a Villa Flaminia”, avrebbe detto Tarantini ai magistrati, secondo quanto scrive il Corriere.

A procurare a Tarantini l’appartamento di via Gramsci – per il quale i coniugi pugliesi pagano duemila euro al mese a fronte di un prezzo di mercato di circa il doppio – sarebbe stato, secondo quanto scrive Sarzanini, Gianluca Tricarico, “immobiliarista molto legato ad Alfonso Papa, il parlamentare Pdl tuttora in carcere per l’inchiesta cosiddetta P4”. Anche se lo stesso Tarantini avrebbe detto di non conoscere Papa.

Ora si vorrebbe capire come sia avvenuto quel contatto Tarantini-Lavitola-Papa. E come mai Berlusconi si sia messo a disposizione della coppia.