Tarantini alla procura: “Consegnai diecimila euro a Mazzarano”

di Jacopo Matano*
Pubblicato il 25 Marzo 2010 17:08 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2010 17:08

L'ex segretario dei Ds Michele Mazzarano

Una tangente di diecimila euro in cambio di un aiuto nelle gare d’appalto: questa è la dichiarazione contro l’ex segretario regionale pugliese dei Ds Michele Mazzarano che Giampaolo Tarantini ha rilasciato ai pm baresi impegnati nell’indagine sugli scandali della sanità pugliese.

Un nome, quello di Mazzarano, coperto da omissis nel provvedimento cautelare che il 18 marzo ha portato in carcere l’ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo. “Con riferimento al pagamento di tangenti preciso – si legge nella trascrizione dell’interrogatorio dell’imprenditore delle feste a Palazzo Grazioli – che gli unici due politici pugliesi ai quali ho corrisposto tangenti sono Sandro Frisullo e Michele Mazzarano”.

Primi riscontri sulla posizione del politico del centrosinistra sarebbero già stati raccolti da parte della magistratura barese a seguito delle indagini partite dalle dichiarazioni di Tarantini. Secondo il racconto di ‘Gianpi’, Mazzarano, ma soprattutto Frisullo, avrebbero aiutato Tarantini ad avere ‘copertura politica’ finalizzata alla vincita di appalti nelle Asl in cambio di denaro. Mazzarano è quindi stato iscritto nel registro degli indagati, ma le ipotesi sull’accusa sono diverse: alcune fonti dell’Ansa parlano di illecito finanziamento pubblico ai partiti, altre di accuse più pesanti. Il politico, nel frattempo ha ritirato la sua candidatura alle elezioni regionali pugliesi e si è dimesso dalla segreteria regionale del Pd dopo aver respinto a mezzo stampa le accuse di Tarantini. Ha inoltre negato di aver mai ricevuto tangenti.

In attesa di chiarire la posizione di Mazzarano, continuano le indagini della procura di Bari che – assieme a Frisullo – hanno portato all’arresto dell’ex direttore amministrativo della Asl Lecce Vincenzo Valente, del funzionario dell’area patrimonio della Asl Lecce Roberto Andrioli, e del primario di neurochirurgia di Lecce Antonio Montinaro.

Sulle accuse formulate nei confronti degli indagati – dieci, per i quali le indagini si concentrano a vario titolo sull’ associazione per delinquere, sulla corruzione, sull’abuso d’ufficio e sulla turbativa d’asta – i magistrati cercano altri riscontri. L’ex direttore amministrativo della Asl di Lecce è stato interrogato in carcere ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. La difesa di Sandro Frisullo, invece, è ancora in attesa del parere della procura sull’istanza di scarcerazione dell’ex amministratore regionale anche per le cattive condizioni di salute, che avrebbe avuto in carcere due crisi ipoglicemiche nel giro di poche ore. Il giudice per le indagini preliminari, che ha disposto l’arresto di Frisullo, ha chiesto al medico del penitenziario barese notizie sullo stato clinico del detenuto.

*Scuola di Giornalismo Luiss