Taranto, assolto marocchino accusato di violenza su 17enne. Salvini lo definì “bestia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 dicembre 2018 20:50 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2018 20:50
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Taranto, assolto marocchino accusato di violenza su 17enne. Salvini lo definì “bestia”

ROMA – Venne fermato e finì in cella con l’accusa di aver violentato una minorenne su una spiaggia di Castellaneta Marina, in provincia di Taranto. Ha trascorso 4 mesi in carcere, mentre la Lega organizzò un flash mob tra i lidi e il deputato Rossano Sasso, lo definì un “bastardo irregolare”. Matteo Salvini commentò: “Nel decreto Sicurezza che ho in testa bestie come lui saranno rimandate al loro Paese”.

Ma secondo il tribunale di Taranto, il 31enne marocchino Mohamed Chajar, non ha commesso alcuna violenza nei confronti della 17enne in quella notte dello scorso agosto. Il marocchino si è sempre difeso sostenendo che di aver solo aiutato la ragazza perché in difficoltà dopo una sbronza, cercando di farla rinvenire con dell’acqua di mare gettata sul viso, sollevandole le gambe.

I giudici – collegio interamente femminile – ha stabilito che “il fatto non sussiste” assolvendolo con formula piena. Nel corso del processo sono infatti emerse contraddizioni nelle dichiarazioni della minorenne e del suo fidanzato, che ora rischiano a loro volta l’incriminazione rispettivamente per calunnia e falsa testimonianza.

Si è conclusa così una vicenda che aveva avuto grande clamore dopo le polemiche sollevate da Rossano Sasso che definì lo straniero un “bastardo irregolare sul nostro territorio” e manifestò sul luogo della presunta aggressione assieme ad alcuni militanti. I leghisti, tra l’altro, vennero pesantemente contestati da alcuni bagnanti.

Il tribunale presieduto dal giudice Fulvia Misserini ha ordinato l’immediata scarcerazione del giovane migrante, che era accusato di aver approfittato dello stato di ebbrezza di una 17enne, e di aver tentato, contro la sua volontà, di baciarla. Il fidanzato della presunta vittima, un cittadino brasiliano poco più che maggiorenne, intervenne colpendo il 31enne con una bottiglia alla testa e costringendolo a dileguarsi. Anche il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato, assistito dall’avvocato d’ufficio Massimiliano Scavo.