Taranto, rivolta dei commercianti contro un film Netflix con Ryan Reynolds

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 settembre 2018 17:05 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2018 17:05
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Taranto, rivolta dei commercianti contro un film Netflix con Ryan Reynolds

TARANTO – Protesta dei commercianti della città vecchia a Taranto per la chiusura del traffico nell’Isola a causa delle riprese del film targato Netflix6 Underground” di Michael Bay con Ryan Reynolds, Melanie Laurent e Dave Franco. In via Cariati angolo via Garibaldi alcuni commercianti hanno rovesciato per strada cassonetti della spazzatura per impedire il passaggio ai mezzi della produzione cinematografica. Intendevano avere un rimborso per i mancati introiti. Sono intervenuti carabinieri, Polizia e vigili urbani, oltre al vicesindaco Valentina Tilgher. Il 2 ottobre ci sarà un’apertura straordinaria del ponte girevole, sempre funzionale alle riprese del film che a Taranto dureranno fino al 6 ottobre.

L’assessore comunale alla Cultura Fabiano Marti su Facebook ha spiegato che “la Digos e la Polizia Municipale hanno già liberato la zona e compiuto accertamenti sulle licenze dei ‘commercianti’. Pugno duro con questi personaggi e con chiunque persegue la via dell’illegalità e dell’ignoranza. Ora però – si sfoga l’assessore – vorrei che tutta la città, che ha accolto con entusiasmo la produzione hollywoodiana e che sta vivendo una straordinaria esperienza, si indignasse con noi e manifestasse il suo dissenso”. 

“Iniziamo a lavorare tutti quanti perché ci sia un cambio di cultura sul modo di fare in questa città, tutti quanti iniziamo ad isolare e non diamo udienza a chi pensa di poter risolvere i propri problemi urlando e prevaricando il prossimo, ma nello stesso tempo organizziamoci perché eventi eccezionali vengano gestiti al meglio arrecando il minimo disagi a tutti prevedendo per tempo tutti i possibili risvolti negativi che possano sorgere nei confronti di tutti gli interessati”. Lo afferma il presidente di Confesercenti Taranto, Vito Lobasso, riferendosi alla protesta di alcuni commercianti.

Gli autori della rivolta intendevano avere un rimborso per i mancati introiti. “Non siamo a discutere – aggiunge Lobasso – delle ragioni che hanno portato questi commercianti ad inscenare la protesta che potrebbero anche essere concrete, ma sul metodo utilizzato non si può pretendere di chiedere attenzione e rivendicare eventuali diritti lesi andando a ledere il lavoro di altri”. “In questa città la cultura ‘di chi più grida ha ragione’ – continua – è prevalsa e continua a prevalere sulla parte sana e rispettosa delle regole che cerca di riportare Taranto ad essere una città normale, ma se non iniziamo a modificare – conclude il presidente di Confesercenti – il modo di fare che continua a contraddistinguerci difficilmente riusciremo a portare a termine il lavoro che faticosamente si sta provando a fare per cercare di far risollevare la nostra città”.