Una targa per Gabriele Sandri: società Autostrade fa marcia indietro e dice sì

Pubblicato il 10 Novembre 2010 19:36 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 19:37

Sulle polemiche relative all’affissione di una targa in memoria di Gabriele Sandri nell’area di servizio di Badia al Pino dell’A1, dove l’11 novembre 2007 il tifoso laziale venne ucciso da un poliziotto, Autostrade per l’Italia ribadisce che la sola e unica preoccupazione dell’azienda, sin dall’inizio, ”è stata quella relativa all’ordine pubblico, anche nei confronti di tutte le persone che quotidianamente in autostrada e nelle aree di servizio transitano come utenti e lavorano”.

“E’ opportuno ricordare – ha detto l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci – che le aree di servizio sulla nostra rete sono quasi ogni domenica teatro di tensioni, e spesso di veri e propri atti di violenza, legati ai trasferimenti delle tifoserie in occasione delle partite di calcio. E’ proprio in una di queste circostanze che purtroppo è avvenuta la tragica morte di Gabriele Sandri, ai cui familiari e amici non è mai venuta meno, né oggi e tantomeno in passato, la mia personale solidarietà e quella di Autostrade per l’Italia”.

Per questo motivo Autostrade per l’Italia fa sapere di aver interessato l’autorità competente, ovvero la Prefettura di Arezzo, ”la quale – ferma restando l’esigenza di una valutazione degli aspetti relativi all’ordine pubblico – ha fatto presente che esiste una disposizione di legge in base alla quale, per le persone decedute da meno di dieci anni, l’affissione di targhe commemorative deve essere oggetto di richiesta al Comune di competenza e di autorizzazione da parte della Prefettura.

“Per rispetto alla famiglia Sandri – ha concluso Castellucci – e con la speranza che il ricordo di Gabriele possa rappresentare un monito affinché simili tragedie non possano ripetersi in futuro, Autostrade per l’Italia ha già interessato la Prefettura di Arezzo e il Comune di Civitella in Val di Chiana, ai quali la famiglia Sandri, che ho personalmente informato in queste ore, deve far pervenire la richiesta di autorizzazione”.

“Sono soddisfatto, ringrazio la presidente Polverini che si è mostrata attenta da subito. Anch’io come lei non ho dubbi che questa vicenda si risolverà nel migliore dei modi anche perchè è il modo più semplice per rasserenare gli animi”. Lo ha detto Giorgio, il padre di Gabriele. «È giusto – ha aggiunto – che ci sia il finale che noi ci aspettiamo e che aspetta tutto il popolo di Gabriele. All’inizio – ha spiegato riferendosi alla polemica attorno alla realizzazione di una targa in ricordo del figlio – ero rimasto amareggiato, perchè mi sembrava che, prima di tutto, non ci fosse rispetto per i cittadini ed è grave, perchè le istituzioni devono pensare soprattutto alla gente. Mi sembra che oggi questo sia avvenuto e credo che finalmente, in poco tempo, si potrà mettere quella targa in ricordo di un giorno infausto per tutta la Repubblica italiana. Adesso – ha concluso Giorgio Sandri – andrò alla fiaccolata a dare questa buona notizia».