Cronaca Italia

Inedito Taricone “il guerriero”: “Il Grande Fratello? Un miraggio, nessuno ha ‘svoltato'”

taricone

Pietro Taricone

”Non ho visto nessuno che abbia svoltato grazie al miraggio del Grande Fratello”; sulle comparsate in discoteca ”anch’io ho speculato tanto, e non dovete perdonarmi per questo”. E’ un dialogo inedito di Pietro Taricone, morto in un incidente con il paracadute con i ragazzi del Giffoni Film Festival, risalente al 2004.

”Questa sorta di miraggio del Grande Fratello dove sta?” si domandava Taricone davanti a una decina di giovanissimi incuriositi che gli chiedono senza mezze parole come fosse possibile che la gente diventi famosa anche senza avere talento. E lui, con la sua faccia da bravo ragazzo e gli occhi puliti, aggiunge: ”non ho visto nessuno che dopo il Gf avesse ‘svoltato’, che avesse comprato una casa o sia diventato famoso. Questo Eldorado della televisione dove sta? Vi posso garantire – spiega ai giovani giurati – che le persone miliardarie della televisione, quelli con i soldi veri, stanno dietro la cinepresa e sono tre o quattro. Perché – aggiunge – se hai un minimo di coscienza di quello che succede, non vai davanti la camera perché è uno strumento che ti mette a nudo, ti sfonda, se dici una bugia la gente se ne accorge, diventi carne da macello alla mercé di tutti”.

Sulle comparsate in discoteca che spesso seguivano la fine di ogni edizione del Gf, Taricone ammetteva: ”E’ un fenomeno tipicamente italiano sul quale anche io ho speculato tanto. Gli unici soldi che ho fatto con il Grande Fratello – ammette – vengono dalle comparsate in discoteca, non li ho fatti da Costanzo perché non ci andavo né con i film che non ne ho realizzato (all’epoca ancora non si era cimentato nel mondo cinematografico, ndr). Comunque, èata un’esperienza molto dura perché si instaura un confronto con il pubblico senza filtro. In quelle occasioni c’era l’arena, quella vera. Ho rischiato – prosegue – l’accoltellamento a Monfalcone quando un ragazzo mi viene vicino e tira fuori il coltello. Fortunatamente mi prende sul braccio mentre i buttafuori ci hanno diviso. Al Nord, invece, venivo addirittura etichettato come il terrone. Allora, dopo una serata cosi’ torni a casa e ti domandi: ho guadagnato trenta milioni ma ti sei preso dietro parolacce e umiliazioni. Poi – riflette Taricone – i soldi finiscono e metabolizzi anche la negativita’ di quelle serate. E’ un meccanismo non giusto, ma comunque con quei soldi c’hai mangiato. Io, comunque, se fossi un gestore di un locale non pagherei mai nessuno per pubblicizzare una serata, né permetterei a mia figlia di spendere anche dieci euro per andare a vedere il divo di turno. E’ un meccanismo che abolirei. Io l’ho fatto e per questo non dovete perdonarmi. Non dovete essere buoni con chi cade in questo circuito. Hai fatto le discoteche? Allora sei fuori. Ecco – conclude guardando i ragazzi – visto che io ci sono cascato, potete congedarmi quando volete”.

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