Uno o due euro in più a pacchetto? Tassa sul fumo per evitare i ticket sanitari

Pubblicato il 3 Agosto 2011 11:35 | Ultimo aggiornamento: 3 Agosto 2011 14:29

ROMA – La proposta originaria è del leader leghista Umberto Bossi, ma le Regioni l’hanno fatta propria: aumentare il prezzo delle sigarette per evitare i ticket sanitari imposti dalla Manovra. Le sigarette dunque potrebbero aumentare di uno o due euro a pacchetto ma così le visite mediche specialistiche e i ricoveri continuerebbero a mantenere i prezzi attuali. In questi giorni prosegue il confronto tra governo e Regioni su questo argomento: per ora il governo apre ma non si pronuncia.

Secondo la federazione dei tabaccai, per coprire i costi della manovra l’aumento di un pacchetto di sigarette arriverebbe a 2 euro. Secondo l’Ufficio studi della CGIA di Mestre l’aumento sarebbe considerevole: solo per coprire gli introiti che deriverebbero dai ticket sanitari si avrebbe un aumento di 34 euro l’anno nel 2011 e di 77 euro nel 2012 per ogni fumatore. E in Italia i fumatori si calcola siano 11milioni. Diversamente, secondo il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, le tasche dei fumatori sarebbero intaccate di pochi centesimi a pacchetto. In ogni caso, le trattative sono in ballo e se ne riparlerà mercoledì, alla Conferenza delle Regioni indetta per le 16 a cui farà poi seguito un nuovo tavolo tecnico con l’esecutivo. Cospicue le risorse in ballo da coprire con i ticket: poco più di 380 milioni di euro per i restanti mesi del 2011 e 834 per il 2012. I nuovi ticket dovrebbero attestarsi a 10 euro per le visite specialistiche e la diagnostica e 25 euro per i codici bianchi in Pronto Soccorso.

Da parte loro, le Regioni hanno ribadito quanto già affermato nei giorni scorsi. “Il ticket per la sanità è iniquo e non risolve i problemi del Servizio sanitario nazionale. Il governo sembra avere capito questo”, ha ricordato il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani. “Abbiamo fatto una proposta di copertura attraverso le accise tabacchi di pochissimo, ovvero qualche decina di centesimi, che corrisponde alla necessità di tenere ferma la manovra”. Ora, ha avvertito, “ci aspettiamo che il governo comprenda la valenza e la serietà di questa proposta, e nelle prossime ore vedremo la risposta dell’esecutivo”. Lo stesso Errani ha poi respinto con decisione i timori paventati dalla federazione dei tabaccai secondo la quale potrebbero scattare forti aumenti delle sigarette: un aumento di 2 euro per i pacchetti di sigarette, se passasse l’ipotesi di una tassa sui tabacchi in sostituzione dei ticket sanitari “mi sembra – ha detto Errani – che sia una proposta che va ben al di la dell’esigenze di coperta del ticket sanitario. Dunque, non di questo si tratta”.